LORSIGNORI/ Pescicani

di Fortebraccio

Ignazio Visco è il nuovo governatore della Banca d’Italia mentre l’uscente Mario Draghi, come noto, è già sullaMario-Draghi1strada di Francoforte dove a breve assumerà la presidenza della Banca centrale europea. La doppia notizia, divenuta in breve popolarissima tra lavoratori e disoccupati, pensionati e giovani coppie, non può che essere accolta anche da noi che con estrema letizia. Vogliano gradire, Visco e Draghi, a nome nostro e di tutti coloro che di banca ci muoiono, i più sentiti rallegramenti per essere giunti al vertice di due tra le maggiori associazioni di cannibali. Noi, sull’argomento, abbiamo le idee molto chiare e la pensiamo esattamente come Bertold Brecht: “Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda”. Non sappiamo quanti dei nostri lettori abbiano mai varcato la soglia di un istituto di credito in cerca di un finanziamento o di un mutuo con i quali avviare un’attività o – caso frequentissimo – acquistare la prima abitazione. Bene, vi sentirete rispondere come se foste al mercato del pesce: – “Buongiorno, signore: cosa desidera? Merluzzi, triglie e vongole veraci per la zuppa? Venga, si accomodi dal direttore della pescheria che la serviamo immediatamente”. – “Caro lei – sentirete dire da un pescecane che vi sgrana un sorriso a tre fila di denti come si usa tra gli squali – di cosa ha bisogno, di pesce fresco? Non si preoccupi ci siamo qui noi, sarà tutto semplice, tutto facile. Ma prima di tutto, ci dica: quanti metri cubi di mare possiede, e di quanti pescherecci è composta la sua flotta?”. – “Perdoni signor pescecane – risponde attonito il malcapitato – io e la mia famiglia non possediamo barche e mari, ma dal nonno abbiamo ereditato un gommone e il pozzo in mezzo al campo: pensa possano bastare? Forse ci siamo spiegati male: noi vorremmo una zuppa formato famiglia, mica aprire un ristorante di pesce a Parigi!”. Bene, sarà a quel punto che il pescecane, che come tutti gli squali troverete vestito in grigio pompe funebri, vi metterà alla porta. – “Questa è una pescheria seria, signori miei. Ci vogliono garanzie, molte  garanzie per un chilo di pesce: barche, mari, spiagge, pinete, stabilimenti, acquafan e acqualand e reti, molte molte reti già piene di pesce . Più pesce portate in garanzia, più facile sarà che abbiate la zuppa” – “Ma signore, signor pescecane, come facciamo a portare del pesce a tonnellate se ce ne manca anche un solo chilo; signor pescecane, signor squalo…”.  Questo dialogo, per surreale che possa apparirvi, è quanto di più verosimile possa capitarvi dinanzi a lorsignori banchieri. Essi sono, così come sono, i padroni di un mare che non è loro ma dei risparmiatori; essi sono, così come sono, la rovina del mondo e dei lavoratori. Tra i lorsignori dei quali ogni giorno ci occupiamo, quelli della banca e della finanza sono i peggiori in assoluto ed è per questo che alle unanimi lodi che giungono ai neogovernatori Visco e Draghi noi, a nostro modo, ci vogliamo unire: col più sommo disprezzo.

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