LORSIGNORI/ Monsignor Black & Decker

di Fortebraccio

Anni fa, quando il nostro lavoro era quello di cronisti, ci capitò di fare molte ore di anticamera dinanzi allo studio dibregantini Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e del lavoro. Dopo aver atteso l’intera mattinata, in compagnia del nostro fotografo, apparve finalmente dinanzi a noi la figura di un vescovo che, se fosse una pizza, sarebbe senza dubbio una “capricciosa”. Senza alcun rispetto per le ore d’anticamera, e per un puro capriccio, monsignore ci negò l’intervista da tempo concordata e per la quale avevamo talmente atteso. “Se parlo con voi – disse – è giusto che io parli con tutti. Terrò quindi una conferenza stampa”. E così, senza alcun cenno di comprensione e rispetto per il lavoro altrui, egli ci congedò. Davanti a tale gioco di prestigio, e temendo di perderla, ci congedammo anche noi ma senza una stretta di mano. Quel senso di disistima, nato allora, ancora oggi trova conferma. Due giorni fa, intervistato dalla Radio Vaticana sui problemi italiani, Giancarlo Maria si è così espresso: “Ci vorrebbe uno scossone di maggior dignità a livello etico e morale”. Con questa prosa tellurica, monsignore auspica uno “scossone” in pubblico, salvo poi praticare la bonaccia in privato. Forse non tutti sanno che grazie all’intervento di Giancarlo Maria è stato posticipato a data da destinarsi un convegno con protagonista il magistrato anticamorra Raffaele Cantone. L’incontro, dal titolo “La zona grigia”, organizzato dall’associazione Libera (sezione Molise), doveva essere ospitato in una delle sale della curia. “Meglio farlo dopo le elezioni”, avrebbe detto Bregantini con quel suo tono da sommozzatore. Il riferimento di monsignore è alle elezioni regionali del Molise, fissate per il 16 e 17 ottobre, e quindi troppo a ridosso del convegno, già programmato per il giorno 13. Meglio soprassedere, avrà pensato Giancarlo Maria, temendo che qualcuno, facendo peccato e azzeccandoci (per dirla con Anderotti), potesse sollevare il tema della “zona grigia” in Molise, cioè delle contiguità tra politica e malaffare. Partito con uno “scossone” dalla Radio Vaticana, sua eminenza, giunto in Molise, ha optato per un silenzio massiccio e granitico come la Muraglia cinese. Egli è un monsignore multiuso. Lo si capisce bene da quella sua barba Black & Decker, buona per gli scossoni e per i sonnellini pomeridiani. L’idea che ci siamo fatti è che a monsignor Black & Decker, per citare padre Dante (XXII canto dell’Inferno), piaccia stare “In chiesa coi santi e in taverna coi ghiottoni”. Di questo passo, se gli crescesse ancora la barba, Bregantini starebbe bene anche come spazzola all’autolavaggio. Non si sa mai, la “zona grigia” potrebbe avvolgere qualche auto blu, e allora meglio non farlo il convegno sotto elezioni. Almeno così dicono al “lavaggio Bregantini”.

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