LORSIGNORI/ Lor monsignori

di Fortebraccio

Ieri, quando ci accingevamo a scrivere questa nota, la nostra idea era quella di dedicarla alla maximanovra delVescovi governo Monti. Ci siamo invece imbattuti nella foto che vi proponiamo e che, insieme agli altri, sarà l’ennesimo peccato che il Padreterno ci conteggerà quando ci presenteremo al suo cospetto. Ritrae i quattro vescovi di una regione microscopica, il Molise, che si segnala all’Italia e al mondo per i suoi eccessi. Troppi debiti, troppi parlamentari (anche Berlusconi si è fatto eleggere in Molise), troppi consiglieri regionali (ben 30!), troppi giornali, troppe facce con troppe tracce di bronzo. Insomma, per essere una regione di soli 320mila abitanti, il Molise non si fa mancare nulla in quanto a eccessi. Anche la Chiesa, per stare al passo coi tempi, s’è adeguata all’andazzo generale. Anzi, si può ben dire che l’abbia preceduto. Infatti le quattro diocesi molisane, temporalmente, anticipano molti degli eccessi regionali. Da sinistra verso destra, nella foto è possibile riconoscere le loro eccellenze: Angelo Scotti, Giancarlo Maria Bregantini (che come monsignore è multiuso, tipo Black & Decker), Salvatore Visco e Gianfranco De Luca, rispettivamente vescovi delle diocesi di Trivento, Campobasso-Bojano, Isernia-Venafro e Termoli-Larino. Lorsignori, anzi, lormonsignori, in Molise parlano di tutto. Prendete Giancarlo Maria Black & Decker, da Marchionne alla Mafia non trova un attimo per bersi un bicchier d’acqua. Si potrà dire tutto di lui, tranne che taccia. Non a caso il suo ultimo libro, che lo vede impegnato in presentazioni lungo tutta la penisola, porta il significativo titolo di “Non possiamo tacere”. “Uomo di Dio, pastore coraggioso, persona capace di suscitare mobilitazione e speranza ovunque s’impegni”, così lo definisce Famiglia Cristiana presentando un’intervista che monsignore ha rilasciato alla rete televisiva Telesu di Torino. Aggiunge nella didascalia il settimanale cattolico: “non solo e non tanto prete-anti-mafia”. Ora, lasciando da parte l’anti-mafia, noi vorremmo concentrarci su quel “non solo” e su quel “non tanto”, chiedendoci se ai gesuiti di Famiglia Cristiana sia venuto a mente, in questi giorni di manovre lacrime e sangue,“non solo” e “non tanto” l’aggettivo, “cristiana”, ma specialmente il sostantivo “famiglia” cui esso si accompagna nella testata. Il governo di Mario Morti, come sapranno anche nei sacri palazzi, ha previsto di tassare nuovamente la prima casa, cioè il bene necessario e propedeutico per la formazione di una famiglia. Ora, noi vorremmo sapere “non solo” e “non tanto” quale sia il pensiero di Famiglia Cristiana sulla reintroduzione dell’odiosa imposta, ma ci piacerebbe di più conoscere qual è sul tema il pensiero della Chiesa molisana, quella che ha ricevuto dal governo locale milioni di euro per le proprie dotazioni immobiliari. Padre Black & Decker, visto che “non possiamo tacere”, può dirci come la pensa lei e, se può intercedere, come la pensano i suoi confratelli sui beni ecclesiastici, tutti rigorosamente esentati dal pagamento di oboli e balzelli? La chiesa Ortodossa, in Grecia, i propri beni li ha donati allo Stato. Noi non chiediamo tanto, ci accontenteremmo che prima di farle pagare alle famiglie (cristiane e non) le tasse le pagaste voi. Abbondanti come siete, in Molise, una colletta potete di certo permettervela.   

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