LORSIGNORI/ Lo scolapasta

di Fortebraccio

scolapastaTra le tante celebrazioni in corso per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, una particolarmente evocativa si è tenuta in questi giorni. Stiamo parlando di quella legata al “Treno della memoria”, ovvero alla rievocazione del viaggio compiuto nel 1921 dal Milite ignoto per giungere a Roma, proveniente da Cervignano del Friuli. Nel vedere le immagini del convoglio, così come trasmesse da tutte le televisioni, il nostro commosso e patriottico pensiero si è immediatamente unito ad una domanda che tuttora resta sospesa. A cosa è servito vivere, combattere e morire se a novant’anni da allora, liberato il suolo patrio da un esercito nemico oggi noi ci ritroviamo a vederlo occupato da un esercito di clown? Ieri, mentre gli occhi del mondo erano puntati sull’Italia chiamata ad assumere misure draconiane per affrontare una crisi che rischia di farsi irreversibile oltre che drammatica, lorsignori hanno dato l’ennesimo spettacolo da pagliacci. A fornircene la cronaca, una nota pubblicata dall’agenzia giornalistica multicanale, TM News: “Un vero e proprio processo a Giulio Tremonti è andato in scena nel corso dell’ufficio di Presidenza del Pdl. Il titolare del dicastero è arrivato in ritardo e andato via in anticipo, ma in tempo per ascoltare il durissimo intervento di Renato Brunetta, che ha messo in guardia dal problema di una sempre crescente distonia tra il Tesoro e il resto del governo. Tremonti, che non è intervenuto, viene descritto come sorridente e intento ad abbozzare disegni su alcuni fogli bianchi”. La scena, oltre a confermarci che i più grandi pagliacci del mondo oggi non stanno al circo ma si sono trasferiti nel partito di Berlusconi; oltre a questo, dicevamo, quello che più ci inquieta è un Tremonti dedito alle arti grafiche. Anziché far di conto, il nostro ministro dell’economia preferisce dilettarsi con gessetti e matite colorate, colori a cera e a spirito come usava ai nostri tempi. Con quella faccia da bambino dispettoso, di chi è cresciuto nel corpo ma nell’espressione è rimasto fermo agli omogeneizzati, il nostro ministro dell’economia, mentre l’Italia crolla, ci viene descritto “sorridente e intento ad abbozzare disegni su alcuni fogli bianchi”. La nota di TM News non lo dice, ma pare certo che Tremonti oltre ad affossare l’Italia si sia messo in testa un’altra cosa: lo scolapasta. Del resto non c’è da sorprendersi, nel kit del perfetto pidiellino certi accessori non mancano mai e tra questi due in particolari: lo scolapasta, appunto, e la calzamaglia. Da scolapasta sono ad esempio Gasparri e Cicchitto, mentre da calzamaglia, i vari Santanchè, Brambilla, Capezzone, Bonaiuti. I berlusconiani, in fondo, sono di facile catalogazione: o pagliacci o impresentabili. L’unica eccezione la fa il Capo, capace di entrambe le cose.

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