LORSIGNORI/ L’autopsia

di Fortebraccio

Preoccupati com’eravamo nella stesura di questa nota, e vinti dalla pagina bianca da riempire, siamo stati soccorsi Rotondi_GianfrancoR375dall’On. Rotondi. Il segretario nazionale della Democrazia cristiana per le autonomie, che ci è apparso in quella sua consueta posa odontoiatrica, era ospite ieri sera della trasmissione Otto e mezzo, condotta dalla giornalista Lilli Gruber. Vedendolo ci è immediatamente risalita dal deposito della memoria una sua dichiarazione rilasciata poche ore prima all’agenzia giornalistica ASCA. “Non e’ detto che il dopo Berlusconi sarà democratico”, ha detto il titolare del Ministero per l’attuazione del programma, che così ha poi proseguito: “nella borghesia italiana c’è una pulsione reazionaria che la Dc prima e Berlusconi dopo hanno trattenuto nella democrazia”. Non deve però ingannare la sensazione di sconforto che ciascuno può facilmente avvertire davanti a queste parole definitive, solenni e inutili: l’On. Rotondi, come forse pochi sanno, è un uomo prezioso per la Scienza, e in particolare per quella medica. Una nostra amica, fortunata nel sembiante e generosa d’altre grazie, vive nella paradossale condizione di spendere la propria vitalità a beneficio di salme e cadaveri, soggetti che, notoriamente, con l’On Rotondi condividono la condizione di immoti. Ella, la nostra a mica, è un anatomo-patologo che si trova in quella poco invidiabile condizione di chi, per ragioni mediche, è costretto a frequentare l’obitorio. Tra le tante, ad esempio, giorni fa gli è capita la salma di un uomo decapitato al quale, per mancanza dell’oggetto, è stato impossibile esaminare il cervello. Una spiacevole condizione alla quale tuttavia non potrebbe mai andare incontro l’On. Rotondi, in questo caso non per mancanza dell’oggetto ma della materia prima. Solo un osso cavo, e irrimediabilmente vuoto, poteva immaginare Berlusconi e la Dc opposti alla borghesia reazionaria. Eppure, ciò nonostante, gli italiani in generale e i medici in particolare devono essere grati Gianfranco Rotondi. Egli, messo accanto al corpo di un uomo decapitato, è la prova evidente che se senza una testa è impossibile vivere, senza cervello, invece, è possibile fare il Ministro nel governo Berlusconi.

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