LORSIGNORI/ La Repubblica dei palloni

di Fortebraccio

Quando l’On. Bossi apre la bocca, la nostra impressione è sempre la stessa: ci aspettiamo che sulle labbra, al posto delle parole, Renzo Bossi con il padre Umbertogli spuntino delle bolle di sapone. Diplomatosi per corrispondenza presso la scuola “Radio Elettra”, come hanno sentenziato i medici, egli corre molti pericoli, ma con l’eccezione di uno: quello di morire di meningite. Se fosse il capo di un complesso musicale, il nome del gruppo l’avremmo già pronto: “Gli analfabeti”. Non vi sembrano, questi leghisti, buoni per il museo della Specola a Firenze come esempio di uomini prima dell’invenzione della ruota? Chi volesse farsi un’idea cavernicola della politica italiana, prenda ad esempio gli avvenimenti di questo fine settimana, che i padani hanno trascorso tra le cime del Monviso e la laguna di Venezia. Come ogni anno, alle foci del Po, si sono dati appuntamento per il consueto rito dell’ampolla celebrato da Umberto Bossi, che è il Buster Keaton della politica italiana. Fateci caso, giunto sulle Alpi, egli ha sempre quell’espressione cupa e disabitata, da marcia funebre, che pare non sia stato concepito da due genitori ma da un’impresa di pompe funebri. Bene, questo pontefice del nulla, tra un’ampolla di acqua e una, se ci capite, di vino, lo scorso venerdì ha parlato a bolle di sapone dal Monviso. Ne abbiamo letto una cronaca puntuale sul Corriere della Sera dalla quale, testuale, citiamo: “Bossi pensa a un’ improbabile successione dinastica, col figlio Renzo nei panni di delfino; e incorona Roberto Calderoli «mio braccio destro a Roma». E ancora, annuncia che «l’ Italia va a picco» e che l’ unica alternativa sarebbe la Padania”. Ora voi capirete, davanti a questa prospettiva, il senso di scoramento e cupa disperazione degli studiosi di Diritto, chiamati come sono a riscrivere la Costituzione su questo fondale: l’Italia sostituita dalla Padania e messa nelle mani di Roberto Calderoli e Renzo Bossi. Da Repubblica fondata sul lavoro a Repubblica fondata sui palloni. Provate a bucare con uno spillo la testa dell’On. Calderoli e di Bossi junior, volete forse che non ne vengano fuori dei fischi d’aria liberta? La Padania, d’altronde, dopo lo sforzo genetico d’aver dato alla luce Verdi e Monzoni, era normale che vinta dallo sfinimento desse alla luce, o meglio all’ombra, un tonno e una trota. A questo siamo ridotti, ad una nazione che tra ampolle, fiumi, lagune e pesci è diventata un acquapark di cretini. L’unica nota di consolazione, in mezzo a questo spettacolo desolante, c’è l’ha fornita l’On. Borghezio che sottratto alla propria vita felicemente vegetale, e credendosi un salmone, domenica, mentre il cerchio magico versava l’acqua nella laguna (il vino ne frattempo era finito), ha seguito tutta la cerimonia immergendosi e piroettando tra i canali.

 

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