LORSIGNORI/ La Briscola

di Fortebraccio

E’ capitato anche a noi, durante la crisi estiva che ha colpito il governo del Cavalier Basetta, di imbatterci in quellabriscolabuffa definizione, “Il Cerchio magico”, e abbiamo appreso che essa indica il gruppo di fedelissimi, parlamentari e dirigenti padani, che ruotano attorno al capo della Lega, Umberto Bossi. Questo cerchio magico noi ce lo immaginiamo come una sorta di poker alla padana, dove stanno tutti seduti in circolo, come in ogni bisca, ma con la differenza che trattandosi del partito di Roberto Calderoli, ministro dei Giochi senza frontiere, i leghisti invece che sulle sedie stanno seduti sul triciclo. Giocano e pedalano e qualcuno, così pare, riesce anche a fare qualche passo di danza classica. L’unico fuori da questo rituale neopagano è Renzo Bossi, figlio del Senatùr, che essendo un animale d’acqua non riesce a muoversi in tondo ma solo a muoversi di lato e sotto la sabbia. Egli non è una trota, come tutti credono, ma una sogliola secondo gli esami compiuti dall’onorevole Borghezio, già noto per i suoi studi sull’orario ferroviario. Mentre gli altri stanno in cerchio, Bossi junior e Borghezio siedono l’uno davanti all’altro, come nelle fiaschetterie. I due non comunicano, ma vanno a segni come nella briscola. Se Renzo aggrotta le sopracciglia, Mario chiude un occhio e gli altri, quelli del Cerchio, per non essere da meno, accennano a movimenti della spalla e della mandibola. E ancora, in questa gara padana, ognuno cerca di prevalere. Riparte Renzo, che serra la bocca per segnalare un Asso e Mario invece la storce, per indicare un Tre. Gli unici del Cerchio a tenergli testa sono il Senatùr, che gira gli occhi al cielo perché in possesso di un Re, e il ministro Calderoli che avendo un Cavallo tira fuori la lingua. Ora, come noto, nel gioco della briscola più che alla fortuna bisogna affidarsi alla memoria e all’abilità nel ricordare le carte giocate e prevedere quelle che l’avversario può avere in mano. Un vero dramma per il ministro Calderoli, che oltre al pensiero anche la memoria ce l’ha un po’ deboluccia. L’unica cosa che ricorda è di aver tenuto una tempo tra le mani la carta del Cavallo. E’ da allora, senza sosta, che ogni volta che siede davanti a qualcuno tira fuori la lingua e sorride. Come se capisse. 

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