LORSIGNORI/ Il semaforo

di Fortebraccio
Il segretario nazionale del Popolo della libertà, On. Angelino Alfano, prima di essere come tutti oggi lo possonoMinistro-Angelino-Alfanovedere, cioè vinto dalla calvizie, doveva assomigliare ad uno di quegli angeloni riccioluti e biondi messi agli angoli delle statue. Deve essere per questo che il Cavalier Basetta, pur divenuto brullo e pelato come la testa di una noce, ha voluto Alfano a capo di un partito che annovera tra i suoi iscritti due sole categorie: i santi e i devoti. Fateci caso, il Pdl, come direbbe Anatole France, è un partito di “obesi e pii”, esperti in giaculatorie e maestri di genuflessioni. Quando si incontrano, lorsignori, si salutano al modo dei frati trappisti: “Fratello, ricordati che devi morire”, e subito dopo aver pronunciato questa frase a voce bassa e con un lieve cenno del capo, i monaci proseguono a gambe levate verso l’orto, a toccare qualcosa di ferro. L’unico a sottrarsi a tale rito pare sia l’onorevole Cicchitto che avendo fatto il militare, ma non il chierichetto, chiama generali i frati del Pdl e si mette sull’attenti quando ne vede passare uno nei corridoi. Non è difficile immaginare in quali ambasce si trovi  Alfano a cui tocca, oltre al ruolo di segretario del partito, e quindi di angelino del Signore, anche quello di semaforo. Messo all’incrocio dei corridoi, presso la sede del partito, Alfano si illumina a colori alterni, prima verde per lasciar passare i vari Lupi, Quagliariello, Paniz (che, tra  tutti, sono i monaci venuti meglio), poi rosso per fermare l’On. Cicchitto che viaggia in carrarmato. Il Pdl, in fondo, non è che una via di mezzo tra il monastero e la caserma, pieno com’è di gesuiti e Sturmtruppen. Se quindi pensiamo all’On. Alfano, non possiamo che provare per lui sentimenti stradali e di compassione, e talvolta anche botanici. Questi ultimi specie quando al partito giunge il senatore Gasparri. Per non essere riconosciuto, egli si aggira per le stanze azzurre travestito da cespuglio, con in mezzo due occhi dall’espressione, se ci capite, bifocale. Sono questi i momenti più duri per Alfano, che lasciato il verde e il rosso comincia a lampeggiare di giallo a intermittenza, confuso com’è dall’espressione di Gasparri, che non è mai dato di capire se voglia girare a destra o a sinistra. L’altro giorno, spiazzando tutti, Gasparri è andato a dritto provocando un frontale con l’On. Cicchito che sul suo carramato a pedali viaggiava in direzione opposta. Bene, i due sono rimasti incastrati per due giorni, ed è allora che noi abbiamo capito da chi siamo governati. Da un circo, che dopo quello Togni, ha i migliori clown d’Italia.

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