LORSIGNORI/ Il rifugio

di Fortebraccio

Le elezioni regionali del Molise, quelle che si celebreranno tra meno di sette giorni (si vota il 16 e 17 ottobre), piùQuagliariello_1passa il tempo e più si stanno trasformando in una passerella per le mannequin del centrodestra. Apprendiamo dalla stampa locale che in Molise, alla spicciolata, sono già arrivati molti pidiellini, ufficiali e di complemento. Memorabili, per questi ultimi, sono state le visite degli onorevoli Pionati e Rotondi, due teste dalla fronte inutilmente spaziosa che nella prima Repubblica avrebbero fatto concorrenza a quelle dei socialdemocratici Mario Tanassi e Antonio Cariglia. Finiti i Rotondi e i Pionati, che sono gli antipasti della politica, il Pdl nazionale e molisano comincia a servire anche qualche brodino. Nella veste di consommé, ad esempio, è giunto in Molise Gaetano Quagliariello, il cui cognome venatorio ci fa capire, oltre al brodo di cacciagione,  in che mani siamo finiti. Anzi, in che zampe. Della quaglia, Quagliariello, non solo ha l’eloquio ma principalmente il sembiante. Su una testa talmente piccola da sembrare incompiuta, la natura ha attaccato più che un naso un becco, non eccessivamente grosso e pendente verso il basso. “Cinque anni fa – ha dichiarato Quagliariello pigolando ad un quotidiano locale – partì proprio dal Molise la riscossa del centrodestra. Anche questa volta deve essere così”. Parole, come comprenderete, che hanno immediatamente allertato la neurodeliri. Il riferimento di Quagliariello – siamo nel novembre 2006 – è all’allora inquilino di Palazzo Chigi, Romano Prodi, che proprio dalle elezioni regionali del Molise ricevette il primo avviso di sfratto. Quello poi reso esecutivo da Clemente Mastella, uno statista già noto nel secolo scorso con lo pseudonimo di Bismarck. Insomma, Qualgiariello ha le idee chiare: dal Molise devono ripartire altri anni di Papi, di gnocca, di bunga bunga, di Ruby e Patrizie, di Tarantini e Lele Mora. Questi politici del Pdl sembrano tutti costruiti come le case moderne, già dotati di rifugio; antibomba quelli delle seconde, antipudore quelli dei primi. Pensate, secondo il rifugio Quagliariello, i molisani dovrebbero scegliere come loro presidente il pidiellino Michele Iorio, una sorta di Berlusconi senza parrucchino ma con la stessa faccia di gomma e la medesima espressione da pneumatico. Non vi pare che questo Quagliariello faccia rifugio a se? E più che dal pudore, non vi pare egli voglia ripararsi dal cervello?

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