LORSIGNORI/ Il Popolo della Basetta

di Fortebraccio

Silvio

Quando lo stavano costruendo, Silvio Berlusconi,  l’idea del Padreterno era di non fargliele le basette. Ma composte le gambe, il tronco e le braccia, ed essendogli venuto tutto  particolarmente corto, gli parve che il viso, almeno quello, meritasse qualcosa di più. Fu allora, per dargli una qualche soddisfazione, che la Natura fece crescere due basette su quella che già si annunciava una faccia, se ci capite, da vagone letto. La basetta, scrivono le enciclopedie, è la barba che cresce nell’uomo lungo i lati del viso e davanti alle orecchie. Nel tempo se ne sono viste di diverso tipo: tagliate all’altezza di metà orecchio, di media lunghezza, unite ai baffi o alla barba e portate lunghe sino al mento, ma sinora nessuno, prima di Berlusconi, s’era inventato la basetta della libertà. Silvio B. infatti, non sta per Silvio Berlusconi, ma per Silvio Basetta. A chi, tra gli archeologi e gli storici, volesse studiare il tempo di Berlusconi, consigliamo questa partizione: avanti e post basetta. L’Italia, prima di Silvio, era una nazione (se ci capite ancora), priva di pelo. Poi le cose sono cambiate e la mancanza di peluria è stata risolta con la nascita di Forza Italia, il cui vero nome, in origine, doveva essere Forza Basetta. Per fare ancora meglio, da una salita di predellino è poi nato il Popolo della Libertà che, nel cuore di Silvio, manco a dirlo, è il Popolo della Basetta. Chi volesse una prova di queste nostre riflessioni, attenda l’inizio di ogni settimana. Fateci caso, il lunedì, mentre chiudono i barbieri, apre il Pdl. Non è infatti una coincidenza se in queste ore, mentre noi stiamo scrivendo questa nota (ieri per i lettori), è in corso un vertice ad Arcore. Insieme a Berlusconi (ma anche a Bossi, Maroni, Alfano e Ghedini) c’è Tremonti, un uomo nato prima dell’invenzione del sorriso.“Silvio & Giulio”, una ditta di parrucchieri specializzati nella tosatura delle basette e del popolo italiano.

 

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