LORSIGNORI/ Il ministro Stufetta

di Fortebraccio

Appassionati come siamo di scienze occulte e trapassati, ci siamo ieri dedicati alla lettura dell’intervista che ilrenato_brunetta_1ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, ha rilasciato ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera. “Tremonti resti ma basta antibiotici. Ci vogliono le vitamine delle riforme”, questa, con prosa da pronto soccorso, la ricetta proposta da Brunetta, un gigante del pensiero che ci invidia tutto il mondo. Il ministro formato stufetta, ha così poi proseguito: “Per fortuna, l’Italia è un paese resilente”. “Resilente?”, ha chiesto l’inorridito Cazzullo. “La resilenza – ha spiegato Renato Stufetta – è la proprietà per cui un materiale viene modificato, stressato, ma poi ritorna allo stato di prima o meglio di prima. Ercolino sempre in piedi: prende botte, ma si rialza”. Gran Dio! Non vi sembra forse questo il ritratto di Berlusconi?Prendete il toupet catramato di Silvio: non vi sembra forse la chioma fulva d’un tempo che stressata riprende forma e vigore e torna su “meglio di prima”? E quella citazione di Ercolino “sempre in piedi”, non vi fa pensare che tra gli antenati di Stufetta vi siano Cicerone o Seneca? Ma non è finita. Abbandonando, se ci capite, le piccole parole che gli sarebbero congeniali, sentite come prosegue la prosa del ministro: “Vendere i gioielli di famiglia a freddo sarebbe sbagliato. Bisogna farlo dentro un’onda di cambiamento. Dire con chiarezza che è finita l’Unione Sovietica in Italia, negli enti locali, nei ministeri, nel demanio, spiagge comprese”. E con le cabine telefoniche, signor ministro, come la mettiamo, non sarà che proprio lì dentro c’è restato qualche scampolo dell’Urss? Controlli e ce lo faccia sapere, gli italiani e il mondo intero in questi giorni non attendono di conoscere se i neutrini siano più veloci della luce, ma soltanto di apprendere dove sia finita l’Unione Sovietica. Tra un’onda e un’altra, mentre si dedica al surf, controlli anche nella vasca da bagno, non vorremmo che qualche sommozzatore bolscevico le intralciasse la navigazione. E in cucina? Mentre scongela i “gioielli di famiglia”, controlli anche il microonde, non vorremmo che proprio lì, per farle dispetto, le avessero nascosto la salma di Lenin. Ci tenga aggiornati anche sul demanio, vorremmo evitare che il prossimo inverno, insieme a qualche peschereccio arenato, ci capitasse tra i piedi un sommergibile della marina sovietica. Malinconici come siamo d’indole, ne resteremmo molto turbati durante le nostre passeggiate. Ci consoli, e ci rassicuri. E ci lasci in spiaggia una tavoletta con la scritta “merluzzo”, così tra la spuma e l’onda sapremo che anche lei è passato da quelle parti.


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