LORSIGNORI/ Il lupo

di Fortebraccio

“Caro T.S., la sua fotografia è arrivata in ottimo stato e spero che questa lettera la trovi nelle stesse condizioni. Non credevo che lei berlusconi_incazzato_nerofosse così bello. Se non le hanno ancora offerto il ruolo di protagonista in qualche film sexy, ciò è da attribuire solo alla stupidità dei responsabilità del casting.  Cordialmente, G.M.”. Questa lettera scritta da Groucho Marx, solo per un errore del servizio postale è stata consegnata a  Thomas S. Eliot; essa, in realtà, era destinata a Silvio Berlusconi. Eliot, come tutti sanno, è infatti lo pseudonimo usato dal Cavaliere quando viaggia tra l’Inghilterra e l’America. L’espressione del nostro premier, lucida e compatta come un wrustel,  non è forse quanto di più adatto per una brillante carriera nel cinema sexy? Il Cavaliere non vi ricorda forse l’On. Pedicò, noto sessuomane, nel cult movie “Giovannona coscia lunga disonorata con onore”?; e non vi pare egli Olimpio De’Pannocchieschi, il protagonista di “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”? Nonostante questa naturale predisposizione alla commedia erotica Italiana, Berlusconi, novello Eliot, ha tuttavia deciso di darsi alla drammaturgia. Diviso com’è tra i capi storici (ai quali crede di appartenere) e i capi d’imputazione (che invece gli appartengono), ha deciso di restare attaccato alla poltrona di premier come una cozza allo scoglio e di mettere in scena l’ennesimo atto di un dramma che non accenna a concludersi. D’altro canto quest’uomo, anzi questo mitile, continua da circa un ventennio a prosperare nell’acqua inquinata e a tenerci a bagnomaria l’Italia. Finito ancora una volta su un binario morto, questa mattina, dopo la clamorosa bocciatura del governo sull’assestamento di bilancio, Berlusconi si presenterà alla Camera per rendere comunicazioni programmatiche sulle quali, venerdì, l’aula di Montecitorio sarà chiamata ad esprimere il voto di fiducia. Mentre scriviamo questa nota non sappiamo cosa dirà il premier, tuttavia da fonti riservate abbiamo ricevuto la parte conclusiva del discorso di Berlusconi – quella che prelude alla richiesta di fiducia – anch’essa trascritta fedelmente da un celebre lettera di Groucho Marx al club di poker: “Nel congedarmi, vorrei dire che noi tutti siamo viandanti solitari in un mondo brulicante di nemici. Abbiamo tutti bisogno l’uno dell’altro, proprio come l’uomo ha bisogno di una donna e un lupo ha bisogno di lupanare. La partita del martedì sera non deve essere abbandonata. Io sento che essa aggiunge qualcosa alle nostre vite”. Con una chiusa così accorata non è difficile fare una previsione: volete che un Parlamento zeppo di lupi non voti la fiducia al capobranco? Non strugge anche a voi, lettori, quel bisogno di continuare a lupanare?

 

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