LORSIGNORI/ Il dormiglione

di Fortebraccio

Il Senatore Ulisse Di GiacomoQuando la stavano scrivendo, la Bibbia, il senatore Maciste che oggi è conosciuto a Roma sotto il falso nome di Ulisse Di Giacomo, non era ancora venuto al mondo. L’idea del Padreterno, che conosce il futuro, era di non costruirlo il coordinatore regionale del Pdl Molise, tanto non sarebbe mai servito a nulla. Una volta tuttavia, dopo una settimana dedicata al lavoro e in una domenica svagata e magnanima, il Creatore decise di non riposarsi e di fabbricare anche lui, raccomandandosi però che fosse immediatamente destinato al museo delle cere di Madame Toussaud, come esempio di uomo al tempo del tip tap. Fu così che Maciste non solo nacque, ma lo fece anche in un giorno da sempre dedicato al riposo. Venuto al mondo, quest’uomo immune alla stanchezza e alla fatica (un Fanfani dei nostri giorni) da allora non s’è più fermato. A confermarcelo, una recente intervista pubblicata da un quotidiano della sua Regione, il Molise. “Giovedì era in Aula per il voto di fiducia al governo di Mario Monti – scrive l’articolista. Venerdì nella sala giunta di via Genova a Campobasso, al vertice che ha fatto il punto sulla giunta di Michele Iorio” (il neorieletto presidnte della Regione). Sabato e domenica, invece, il senatore globetrotter è stato visto all’ippodromo delle Capannelle, dove travestito da cavallo ha corso il “Premio Marmolada” e quello “Senato della Repubblica”. Ieri che invece era lunedì, giorno di chiusura dei barbieri, Di Giacomo si è dedicato alla messa in piega, alla permanente e alle meches e tra un taglio di baffi e uno di basette, l’indistruttibile senatore non a caso chiamato Maciste ha trovato anche il tempo per questa memorabile dichiarazione: “Centrodestra modello Molise – ha detto riferendosi alle elezioni politiche generali di là da venire – e nel 2013 vinceremo di nuovo”.  Fateci caso, questo campione del tip tap non parla ma balla. Sentenzia e motteggia sempre a gambe divaricate e si capisce immediatamente, dopo le prime frasi, che le parole proferite non gli escono dalla bocca ma gli vengono direttamente da sotto le scarpe. Maciste si esprime, insomma, come pensa: coi piedi. Un’ idiozia apocalittica la sua, quella del “modello Molise”, se solo si pensa che lo schema, in Molise, è quello di un’alleanza con l’Udc assolutamente improponibile in sede nazionale. Staccatosi da Berlusconi, Casini non vi ritornerebbe certo oggi per incassare una sonora sconfitta. Il leader dell’Udc se n’è andato da anni,  ma evidentemente solo il senatore Maciste non se n’è accorto. Vinto dalla stanchezza, alla fine anche lui s’è arreso al sonno e alla Bibbia. La domenica, finalmente, è tornata ad essere non solo il giorno del riposo ma, nel nostro caso, anche quello del dormiglione.

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