LORSIGNORI/ Il comò

di Fortebraccio

La vita del nostro premier, Silvio Basetta, è semplice e ordinata, a cassetti. Noi non abbiamo un presidente del Consiglio, ma un Silvio_Basetta_il_comcomò. La mattina l’onorevole Cicchitto, quando si reca a Villa San Martino per le pulizie quotidiane, non lo sveglia il Cavaliere ma lo apre. Egli è il comò della Repubblica: nel primo tiretto conserva il pallottoliere, nel secondo le memorie della vita militare, nel terzo le coppe del Milan, nel quarto le foto di Ruby e quelle di Emilio Fede, nel quinto i calzini del giudice Mesiano e le impronte digitali di Previti, nel sesto il pianoforte da crociera e la chitarra di Apicella e così via, di cassetto in cassetto, sino all’ultimo dove egli tiene, stirata e profumata, la divisa d’ordinanza del Pdl: quella da Pinocchio, la preferita. Così, col vestito di carta e il cappello di mollica, egli ha partecipato al vertice della contromanovra, quello tenuto due giorni fa ad Arcore insieme a Umberto Bossi, Mastro Ciliegia della carnevalata padana. Basetta e Ciliegia, dopo sette ore, hanno infatti rifilato agli italiani una bugia che non basterebbero tutte le seghe di Geppetto a mozzarla. Facendo macchina indietro, hanno lasciato tutto come prima, demandando ad una futura quanto improbabile legge costituzionale la riduzione dei parlamentari (e dei costi della casta) e l’abolizione di tutte le province. Tutte, meno una: quella di Collodi, l’unica dove Ciliegia e Basetta rischiano di essere creduti. Ai due, sia detto di passata, noi consigliamo di aggiungere un cassetto al comò: quello dei collant. Al prossimo vertice gli suggeriamo di presentarsi con due calze di nailon calate sul viso. Non vorremmo che i presenti, riconoscendoli, li consegnassero al comune di Viareggio per l’annuale sfilata di carnevale.

 

LEGGI ANCHE

LORSIGNORI/ Il Popolo della Basetta


Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.