LORSIGNORI/ Gorgonzola

di Fortebraccio

Indebitamente sottratto all’associazione formaggiai d’Italia, il berlusconiano Miche Iorio è diventato per la terza volta presidente

Lorenzo Cesa

Lorenzo Cesa

della Regione Molise. La notizia, immediatamente diventata popolare tra gli addetti alla pastorizia, è stata così commentata da uno dei più potenti sonniferi in circolazione, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa.“L’Udc è stata determinante per la vittoria di Michele Iorio in Molise, avvenuta senza berlusconismo”, ha detto il segretario centrista. “Voglio ringraziare tutti i nostri elettori, i candidati e i dirigenti che si sono impegnati per la rielezione di Iorio alla presidenza della Regione Molise: grazie a loro – ha proseguito – l’Udc è stata ancora una volta forza politica determinante per la vittoria finale. Questo risultato premia la coerenza del progetto dell’Unione di Centro e garantisce la continuità amministrativa che è stata alla base della nostra scelta di appoggiare Iorio. Complimenti a lui, perché ha preferito una campagna elettorale non incentrata sul berlusconismo ma sull’ascolto del territorio”. Ora, noi ci siamo sempre chiesti per quale ragione, tra i tanti di cui godono i parlamentari, al segretario del partito neodemocristiano sia concesso il privilegio di girare senza museruola. Quest’uomo, che circola con una faccia che pare costruita con dei pezzi di ricambio, quando parla  non esprime mai il punto di vista del partito ma sempre quello dello sfasciacarrozze. Da immane Carnera della barzelletta ha tenuto a sottolineare, nella vicenda molisana, la “coerenza dell’Unione di Centro”, e a questa precisazione tutti amanti del circo hanno tirato un sospiro di sollievo: se un giorno mancassero i clown, si sono detti, verrebbero immediatamente convocati quelli dell’Udc. Come pagliacci, lorsignori, sono imbattibili.  Secondo Cesa, inoltre, il governatore Iorio va elogiato in quanto avrebbe condotto “una campagna elettorale non incentrata sul berlusconismo ma sull’ascolto del territorio”. Con quell’aria da esperto del nulla, Cesa usa il termine berlusconismo come sinonimo di vergogna. La frase, correttamente espressa, sarebbe stata questa: “Complimenti a lui (a Iorio), perché ha preferito una campagna elettorale non incentrata sulla vergogna”. Ora, noi non sappiamo quanti tra i nostri lettori conoscano il governatore del Molise (supponiamo siano in pochi) ma vi assicuriamo che egli è l’immagine dell’innocenza, per lui la vergogna non l’hanno ancora inventata. Quando appare in televisione o sui giornali, fateci caso, Iorio ha sempre l’aria di un grossissimo neonato. Egli è restato innocente come quando venne al mondo e i suoi congiunti, telefonando ai parenti, se ne rallegrarono subito con entusiasmo: “E’ nato stamattina, è un bel maschio innocente e pesa già ottantacinque chili”. Oggi, sessantatre anni dopo, possiamo dire che quel giorno telefonarono anche a Cesa che già a quel tempo, contrariamente a quanto si crede, non andava all’asilo ma dal carrozziere. “Pronto, Lorenzo – deve averlo avvisato qualcuno. Vieni in ospedale, è nato Iorio: è innocente e già odora di formaggio”. Uscito dal forno, dove lo stavano riverniciando, Lorenzino scappò di gran carriera, irrimediabilmente guidato dal richiamo caseario. La coerenza dell’Udc, come tutti sanno, non è politica ma è una coerenza al gorgonzola. Lorsignori centristi, quando si tratta di sedersi a tavola, la fragranza di formaggio la sentono da lontano.

 

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