LORSIGNORI/ Giocano

di Fortebraccio

Tutto è e sarà possibile al mondo, anche sconfiggere il cancro, tranne una cosa: togliere a Silvio Berlusconi quellasilvio_e_umbertosua aria da immane croupier quando fa il proprio ingresso nelle aule parlamentari. Ieri, ad esempio, quando si è avvicinato a Umberto Bossi e gli ha passato la mano sul capo, non vi è sembrato forse il gesto di un addetto al Casinò? E Bossi, indebitamente sottratto alla pastorizia, a quel gesto non v’è parso assumesse l’espressione di chi si aspetta una mancia da un momento all’altro? A tal rango lorsignori hanno ridotto il Parlamento, a una casa da gioco. Quando i presidenti di Camera e Senato prendono la parola per aprire i lavori, è chiaro che dai banchi della maggioranza molti attendono di conoscere il gioco del giorno: Chemin de Fer, Blackjack, Bacarà o Sette e Mezzo (il gioco preferito dai leghisti che, notoriamente, non riescono a contare sino ad otto). L’unico a non capire quei nomi è Ignazio La Russa, che tuttavia si diverte lo stesso: pur di farlo giocare con i soldatini, l’hanno fatto Ministro della Difesa. Quando li vedete chinati sui banchi, non fatevi ingannare, pidiellini e leghisti non sono concentrati su una legge o un provvedimento ma sulla schedina del Totogol. Giocano, e quando non giocano mangiano: questo fanno lorsignori in Parlamento, e col loro felice esempio ci insegnano due cose: che se per vivere è indispensabile nutrirsi, non è invece strettamente necessario ragionare. Vi sembrano forse due trapanati dal pensiero l’Onorevole Cicchitto e il Senatore Gasparri, o non vi appaiono invece come due intenti a mangiare popcorn davanti al gabbione dei cammelli allo zoo? E l’On. Calderoli, non vi pare forse uno che avuta un’idea si guarda bene dall’esporla per paura che possa scappargli? Egli è un leghista doc, cioè di quella razza di uomini che quando traslocano non hanno bisogno di chiedersi se nel nuovo appartamento vi sia una libreria: sistemato il frigorifero, loro sono a posto. Davanti a questo spettacolo non ci sorprende che il mondo intero rida dell’Italia. Noi non abbiamo un Governo, ma dei giocatori di poker. Se c’è qualcosa che infatti accomuna tutta la maggioranza, è questa: l’essere sbucati da una slot machine. Hic manemibus optime, qui rimarremo ottimamente, è questo il motto di lorsignori che fingendo di voler cambiare tutto in realtà non intendono mutare nulla. A partire dalla legge che li ha portati in Parlamento. A loro va bene ogni cosa, e in special modo la vergogna di essere stati eletti. Alla Camera e al Senato restano tutti ottimamente, e lì continuano a giocare a morra.

Poscritto. Fortebraccio, come ogni venerdì, si congeda dai propri lettori. Tornerà lunedì.


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