LORSIGNORI/ Frattaglie

di Fortebraccio

scilipoti_radio2--400x300“In data 15 ottobre 2011 il deputato Luciano Mario SARDELLI lascia il gruppo per aderire al gruppo Misto”. Riportiamo questa fondamentale notizia a beneficio di molti nostri lettori ai quali sarà sfuggita. Noi l’abbiamo scovata nel pomeriggio di ieri, sul sito ufficiale della Camera dei Deputati. Vi chiederete: ma questo Sardelli, padre della Patria, quale gruppo lascia? La risposta ce la offre sempre il sito di Montecitorio: il gruppo, più simile al gruppone del Giro d’Italia, è quello di “Popolo e territorio” nel quale sono confluite le seguenti formazioni: Noi Sud- Libertà ed autonomia, Popolari d’Italia domani – Pid, Movimento di responsabilità nazionale – Mrn, Azione popolare, Alleanza di centro – Adc, La Discussione. Ora, noi leggiamo ogni giorno molti giornali, seguiamo radio e televisioni ma il gruppo “Popolo e territorio”, confessiamo, non lo avevamo mai sentito nominare. Con tutti i rimasugli parlamentari che circolano, noi supponevamo che un qualche gruppo esistesse ma la nostra fantasia ci suggeriva un altro nome: “Popolo e frattaglie” ci pareva quello più appropriato. Il richiamo è invece al territorio, e viste le facce iscritte al gruppo non c’è dubbio che il territorio di cui si parla è la foresta tropicale, comunemente della giungla. Voi capirete, quindi, in che mani stiamo, anzi in che zampe, visti i gorilla messi a capo della foresta: Silvano Moffa, presidente, Domenico Scilipoti vicepresidente vicario e Francesco Pionati, portavoce. Più che un gruppo a noi sembra il cast di Tarzan. Prendete Scilipoti, ad esempio, non vi sembra uno allevato dalle scimmie? E Pionati, se capitate a Roma, non c’è dubbio che voi possiate riconoscerlo: è quello che viaggia a liane: gliene lanciano una sui tetti di piazza Navona ed egli, di fune in fune, di corda in corda, giunge a Montecitorio senza mai mettere un piede – pardon una zampa – a terra. Silvano Moffa, invece, con quella sua faccia placida e Moplen, è quello più enigmatico: più che a un primate ci fa pensare a una mucca. E non potrebbe essere diversamente: passare da Pino Rauti a Pionati e Scilipoti richiede una digestione lunga, a quattro stomaci, appunto. Certi lorsignori vanno non vanno masticati ma ruminati e, come si conviene in questi casi, soprattutto rigurgitati. Si chiamano “Popolo e territorio” ma se continuano così, accumulando frattaglie, presto il nome sarà un altro. “Popolo e vomito” ci sembra possa andar bene.

 

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