LORSIGNORI/ Corsa nei sacchi

di Fortebraccio

Angelino Alfano“Le interpretazioni sono molte. La più accreditata è che Angelino Alfano abbia voluto puntellare Silvio Berlusconi regalandogli una solidità che sembra aver perso quasi del tutto”. Questa frase, che abbiamo letto ieri sul Sole24Ore, ci ha immediatamente colpito per quel verbo, “puntellare”, affiancato al nome di Angelino Alfano. Ora, noi immaginiamo come sia tetra la vita del segretario nazionale del Pdl, ed in particolare le domeniche, passate, dopo le ambasce settimanali, a puntellare il capo del governo. Prendete ad esempio questi ultimi sette giorni, trascorsi tra la manovra a comò del governo (che spensieratamente ogni giorno apre un cassetto, come se stesse cercando il pigiama per la sera e non milioni di euro); l’affaire Tarantini e il giro di escort che tanto piacciono al nostro premier (e che gli conferiscono quell’espressione di playboy da scuola materna che l’ha reso famoso nel mondo) e, infine, quell’infelice frase fuggita al Cavaliere sull’Italia “Paese di merda; prendete tutto questo e potrete comprendere, non senza una qualche commiserazione, da quante angosce sia attraversata la settimana di Alfano. Arrivata la domenica, voi penserete, Angelino si riposa, secondo il buon esempio dato dal fondatore di Forza Italia che, al settimo giorno, fece una pausa. Lo immaginerete, l’Angelino custode, in gita al lago col ministro Calderoli in pedalò, o per funghi, nei boschi, insieme al ministro Brunetta che, si sa, non è nato a casa (come usava ai nostri tempi) o in ospedale come tutti, ma sotto un albero. O, ancora, lo penserete in compagnia del sottosegretario Santanchè, al solarium, a rifarsi l’abbronzatura, oppure col ministro Rotondi, sdraiato sul sofà, a contare le pecore. Macché, niente di tutto questo. Alfano la domenica la passa in falegnameria, a puntellare Berlusconi. Egli non è il segretario di un partito, ma il presidente di una cooperativa di carpentieri. Quando lo incontrano, i maggiorenti del Pdl, fanno a gara nel regalargli chiodi e martelli, assi di legno e zeppe formato famiglia. L’unico a non aver capito il mestiere di Alfano (ma la cosa non ci sorprende) è l’onorevole Cicchitto che, da fondista del pensiero, ad Alfano ha invece regalato un sacco. Vedendo tutte quelle tavole e quei legni accatastati accanto ad Angelino, ha pensato che stesse costruendo il palo della cuccagna per una qualche sagra paesana e che quindi, tra i tanti giochi che animano questi eventi da strapaese, anche lui ne potesse suggerire uno. Cicchitto, non a caso autore di studi definitivi sulla corsa dei sacchi, ieri s’è presentato ad Alfano con un paio di grossi teli cuciti alla base e sui due lati. Puntellato l’onorevole Berlusconi (e messa una robusta dose di Vinavil per fissargli il parrucchino), i due si sono ficcati nei teli e hanno concluso la giornata in allegria: correndo nei sacchi attorno alla falegnameria e, come gli irlandesi, dilettandosi nel lancio del tronco. Che, nel loro caso, è il lancio del senatore Gasparri, ministro delle foreste.

 

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