Wall Street Journal contro Renzi: “State alla larga dall’Italia: follia i tagli alle rinnovabili”

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Per la prima volta da quando è al Governo, Matteo Renzi subisce un pesante attacco dal Wall Street Journal che – attraverso un feroce articolo firmato da Michael Bonte-Friedheim, amministratore delegato della banca d’affari NextEnergy Capital Group, che finanzia impianti rinnovabili – avvisa gli investitori di stare alla larga dall’Italia: “È una follia tagliare gli incentivi alle energie rinnovabili, come vuole fare il Premier.”

 

È dei giorni scorsi la decisione del governo Renzi di tagliare gli incentivi alle fonti di energia da rinnovabili. Una scelta francamente inaccettabile, che ha scatenato la rivolta di Assorinnovabili, l’associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili.

Il motivo è presto detto: gli investitori potrebbero spaventarsi e decidere di portare i propri fondi altrove. Ancor più dopo il feroce articolo apparso sul Wall Street Journal, firmato da Michael Bonte-Friedheim, amministratore delegato della banca d’affari NextEnergy Capital Group, che finanzia impianti rinnovabili.

Il Wsj parla di “mossa capricciosa”, di colpo molto duro al settore delle energie rinnovabili “che non è responsabile dell’impennata dei costi in Italia”.

La strategia renziana, che rientra nel progetto presentato dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, di tagliare di 1,5 miliardi la bolletta delle Pmi, di fatto si sta rivelando un boomerang che invece favorisce le banche creditrici e penalizza quanti hanno già investito nel settore. Renzi vuole infatti tagliare del 20%, in maniera retroattiva, la “feed-in-tariff”, vale a dire l’incentivo monetario di durata di 15 anni alternativo ai Certificati Verdi.

Un segno premonitore per i futuri investimenti in infrastrutture rinnovabili, o in ogni settore in Italia“, scrive il Wall Street Journal, secondo cui “Renzi è convinto che i mercati abbiano la memoria corta e che questa strada sia più semplice rispetto a migliorare le perdite e gli sprechi della rete e abbassare le tasse sui consumatori di energia“.

Anche perché, questa è forse l’accusa più grave lanciata dal Wsj, il Premier avrebbe deciso “di non toccare i servizi costosi e inefficienti dei grandi produttori nazionali com Enel“.

Siamo alle solite: forte con i deboli, debole con i forti. 

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