Videomessaggio, B. colleziona denuncia. Dopo quella di Di Pietro segue anche un imprenditore veneto

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Il reato contestato è sempre lo stesso: il vilipendio della repubblica e delle istituzioni secondo l’articolo 290 del codice penale. Il cittadino elettore, come l’ex magistrato, contesta a Berlusconi di aver offeso, con le sue parole, le istituzioni. Florian Garagna, imprenditore veneto, contesta anche al Pdl di aver preso più spazio televisivo degli altri partiti.

 

Dopo la denuncia di Antonio Di Pietro per vilipendio  della Repubblica e delle istituzioni, come previsto dall’articolo 290 del codice penale, al videomessaggio di Silvio Berlusconi, quello che rilanciava il progetto politico di Forza Italia e in cui si attaccava l’operato della magistratura,  le iniziative nei confronti del Cavaliere si moltiplicano. Anche in vista di quello che avverrà il 4 ottobre, quando sarà lui stesso a parlare nuovamente davanti alla Giunta per le immunità in merito alla sua decadenza.

Questa volta, ad inviare alla redazione di Infiltrato.it, la sua denuncia personale contro Berlusconi è il cittadino elettore Florian Garagna. L’imprenditore veronese, candidato al comune di Villafranca alle scorse amministrative con la lista “Villafranca comune virtuoso”, ha seguito l’esempio dell’ex pm di Mani Pulite. Inviando la missive all’indirizzo del presidente di Agcom, alla presidenza di vigilanza Rai, al ministero dell’Interno e al ministero di Giustizia. L’articolo che si cita è sempre lo stesso,  il 290 del codice penale il quale annuncia: Chiunque pubblicamente [c.p. 266] vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste [Cost. 55], ovvero il Governo [Cost. 92], o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario [Cost. 104], è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000 (2). La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le forze armate dello Stato o quelle della liberazione [c.p. 302, 311, 312; c.p.m.p. 81] (3). 

La sua missiva parte da lontano. Sfiorando anche il tema delle lettere inviate ai cittadini italiani in cui, in campagna elettorale, si prometteva la restituzione dell’Imu a chi avesse votato Pdl.

 “Mi rivolgo a voi che date troppa libertà  alle numerose  azioni del presidente di un partito politico eletto dal 22% circa degli italiani – si legge all’inizio della lettera –  vi ricordo che il popolo della libertà  nella campagna elettorale per le elezioni politiche 2013 è stato tra i maggiori partiti politici per minuti di parola sulle radio-tv, secondo le tabelle di monitaraggio dell’Agcom, a discapito del resto dei partiti che non hanno goduto di tale prevalenza. Inoltre sempre in campagna elettorale, la promessa della restituzione dell’Imu da parte del presidente del Pdl con l’invio delle lettere contenenti i documenti pre-compilati delle quali la francatura è  stata in parte pagata dal finanziamento pubblico” .

Poi arriva alla questione toccata anche da Antonio Di Pietro, quella del videomessaggio diffuso da Silvio Berlusconi il 18 settembre.

Denuncio per il contenuto il videomessaggio trasmesso per il Signor Silvio Berlusconi, il quale ha commesso il reato di vilipendio secondo l’art. 290 del codice penale – continua la missiva – Il messaggio è stato rivolto ai telespettatori rivolgendosi di prima persona. E con carattere soggettivo ha comunicato le conseguenze dei propri problemi giudiziari citando personalmente, come interlocutore di tali cause, organismi garanti dello Stato. Ha utilizzato quel sistema per promuovere il proprio partito politico, chiedendo per questo i consensi dovuti”. 

Sulla questione della decadenza ci ha poi ricordato che, a suo dire, utilizza la questione per rimanere ancorato alla poltrona del Senato nonostante abbia fatto registrare, finora, e come i dati Openpolis confermano, il 99% delle assenze.

Voglio concludere – ha dichiarato- con una frase dal forte contenuto; spegnendo la propria tv, chiudendo i propri occhi, al di fuori esistono italiani lasciati al proprio destino.  La diffusione del videomessaggio oltre che contribuire a condizionare l’opinione degli italiani non è certo la risoluzione dei problemi e delle difficolta` che rimangono e che possono accentuarsi se non vengono risolti”.

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