Valentina Vezzali in parlamento? Campionessa di assenteismo

vezzali campionessa di assenteismo

Presente, come dicono i dati di Openpolis, a due votazioni su 1043. E lei si difende: Posso lavorare anche lontano dal parlamento. Con 1040 missioni all’attivo era l’unica risposta credibile. Meno presente di lei? Il senatore Silvio Berlusconi.

 

Un’altra medaglia d’oro per Valentina Vezzali. Questa volta però non si tratta di ars schermidora ma di assenze in parlamento. Quasi come Berlusconi in un duello corpo a corpo. Con quello stesso Cavaliere dal quale si sarebbe “fatta toccare” riferendosi al puro linguaggio sportivo.

Secondo i dati di Openpolis.it ha presentato 7 disegni di legge come primo firmatario ed altrettanti come cofirmatario. Tutto questo però non le basta a bilanciare le numerose assenze in aula quando si è trattato di votare le proposte di legge altrui.

Finora ha votato soltanto due volte su 1043 disponibili con presenze pari allo 0,19%. Una sola volta è risultata assente mentre tutte le altre era in missione. Si tratta di 1040 riunioni. Cosa abbia fatto in queste occasioni non è dato saperlo.

La parlamentare montiana, per queste missioni, guadagna 259.696 euro all’anno, 21.641 euro al mese, 721 euro al giorno. Senza tener conto dei benefits o privilegi che usufruisce giornalmente come telefonia mobile, lavaggio biancheria, trasporti aerei, pedaggi autostradali, assicurazioni sulla vita ed infortunio, ristorazione, accertamenti diagnostici, trasporti ferroviari, spese postali, tessera del cinema, palestre e piscine.

Valentina Vezzali però rimanda tutte queste accuse al mittente. E ad “Io giornalista” ha dichiatato: “fare il Parlamentare non significa presentarsi tutti i giorni a Montecitorio, lo si può fare anche stando altrove”.

Uno schiaffo in faccia ai cittadini italiani che devono recarsi sul proprio posto di lavoro per stipendi miseri di anche 300 euro al mese. Per i medici che per lavorare si recano in ospedale come per gli operai che per mandare avanti una fabbrica stanno per otto ore al giorno dietro ad un macchinario ripetendo sempre lo stesso meccanico movimento.

L’ennesimo motivo per cui provare imbarazzo per una classe politica italiana inadeguata al suo ruolo.

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