Val di Susa, cantieri blindati. Inviati altri 200 agenti. Alfano : ”La Tav si farà”

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Dopo la pubblicazione del documento delle Nuove Brigate Rosse che volevano a tutti i costi legarsi al Movimento No Tav, nonostante la smentita dei contestatori della Val Di Susa, il governo invia altri 200 militari per proteggere i cantieri da eventuali attacchi sovversivi. Intanto le inchieste si moltiplicano. Sono quattro i pm di Torino che ci lavorano.

 

La Tav Torino Lione continua a provocare tensioni in Val di Susa. Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi, militanti delle cosiddette “Nuove Brigate Rosse” chiedono al movimento No Tav, a  “compiere un altro salto in avanti, politico-organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare”.

Il documento firmato dai due detenuti, intitolato “Contro la repressione, nuova determinazione”, è stato pubblicato su internet.  Al centro della loro teoria la “valenza antagonista di portata generale” del movimento contro l’alta velocità. E parla di ”simpatiche consonanze” fra i No Tav imputati nel maxi processo di Torino e la loro “dimensione di prigionieri rivoluzionari e dei nostri processi politici”.

Il movimento No Tav però non ci sta: essere accostato alle nuove brigate rosse non è la sua ambizione.

E’ una provocazione che respingiamo con forza–  si legge in un comunicato firmato Comitato di lotta popolare – Bussoleno – Facciamo fatica a trovarlo sui siti internet, anche quelli di movimento ma comunque lo “rispediamo al mittente”. 

E fanno bene a respingere tutto al mittente. Perché il nuovo prefetto di Torino, Paola Basilone, ex vicecapo della Polizia ha appena annunciato lo schieramento di altri 200 soldati a difesa dei cantieri della Tav in Val di Susa.

Lo Stato fa lo Stato – spiega il ministro degli Interni Angelino AlfanoLa Tav si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino. Rafforziamo i contingenti che proteggeranno l’avvio dei lavori della talpa“.

Ed ecco anche la spiegazione del ministero degli Interni all’arrivo dei soldati: ”Dopo un’approfondita analisi delle manifestazioni di protesta e dei recenti episodi di danneggiamento a carico di alcune imprese, legati alla realizzazione della Tav Torino-Lione il Comitato, nell’evidenziare la necessità di tenere alto il livello di attenzione e vigilanza, ha deliberato, attraverso una rimodulazione del Piano di impiego dei militari nel controllo degli obiettivi a rischio, l’invio di ulteriori 200 unità per le esigenze di sicurezza del cantiere”. Finora erano circa 215 i militari del quinto reggimento Alpini impiegati nella difesa della recinzione del cantiere.

Ed è Paola Basilone, attuale numero due nazionale della Polizia di Stato, che ora deve tenere in piedi una guida salda ed esperta che tenga conto della difficile situazione in Val di Susa. Proprio a causa dell’ala violenta del movimento No Tav Basilone prense il posto di Alberto Di Pace. Che ha lasciato l’incarico il primo settembre e che ora ricopre il ruolo di capo dipartimento dei vigili del fuoco. Nel 2009 Basilone era stata nominata vice capo della polizia dal ministro Roberto Maroni, prima donna prefetto ad essere scelta per questo suolo dall’inizio degli anni Novanta. 

Che succede invece in campo giudiziario? Salgono a 4 i magistrati della procura di Torino impegnati nelle inchieste No Tav. Il nuovo ingresso è un magistrato che fa parte della squadra cui arrivano i procedimenti per casi di terrorismo. I procuratori aggiunti che coordinano il lavoro dei pm sono Andrea Beconi e il numero 2 della procura, Sandro Ausiello

La scelta del ministero dell’Interno, come riporta il Fatto Quotidiano, suscita più di una critica da parte delle opposizioni.

 “Mentre vengono arrestati esponenti di un noto partito di maggioranza per gli appalti legati alla Tav fiorentina – dichiarano i componenti Cinque Stelle della commissione Difesa – mentre cresce il dissenso in Italia e in Francia sull’anacronistica Torino-Lione, il governo Letta/Alfano non trova di meglio che spedire altri 200 militari in Val di Susa. E’ una scelta insensata, un uso anomalo delle nostre Forze Armate che se rassicura i signori delle tangenti da un lato rischia di esasperare gli animi dei cittadini dall’altro”. Mentre il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, aggiunge: ”Il governo la deve smettere di militarizzare la valle e di trattare la Tav come un problema di ordine pubblico. E, visti gli strani episodi delle ultime settimane, non vorremmo che stessero implementando anche la presenza di uomini dei servizi segreti… Quell’opera inutile e dannosa è una questione politica e va affrontata come tale”.  

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