Tav, inutili le proteste dei cittadini: la Torino-Lione è legge. E al Senato si sfiora la rissa tra M5S e Pd

 Tav  sì del Senato all accordo Italia Francia

Un giorno scopriremo che i No-Tav avevano ragione, che quella linea Torino-Lione è perfettamente inutile, nata già morta e sproporzionata nei costi sia economici che ambientali rispetto ai vantaggi – quali? – che offre. Nel frattempo la situazione è questa: ieri al Senato l’accordo Italia-Francia è diventato legge, come scrive La Stampa. E per poco non si è sfiorata la rissa tra esponenti del M5S e quelli del Pd.

 

La ratifica dell’accordo tra Italia e Francia per la Torino-Lione ad alta velocità è legge. Il voto decisivo (173 sì, 50 no e quattro astenuti) al Senato, in una seduta molto movimentata, con dure contestazioni del Movimento 5 Stelle, che hanno urlato ed agitato cartelli. 

La presidente di turno Linda Lanzillotta è stata costretta a sospendere i lavori in un clima di bagarre, ma lo show dei senatori pentastellati è proseguito. È stata anche sfiorata una rissa, tra Alberto Airola (M5S) e Franco Cardiello (Fi). 

Con l’ok del Senato, la Tav «è una realtà dalla quale non si torna indietro», sottolinea Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’esito del voto di Palazzo Madama, è, per Lupi, un inequivocabile segno di larga maggioranza: «Nonostante le esuberanti proteste di chi vuole a tutti i costi fermarla, i numeri dicono chiaramente che la maggioranza degli italiani vuole la Torino-Lione». 

L’accordo, firmato dai governi francese ed italiano il 30 gennaio 2012, riguarda la “sezione transnazionale” della Torino-Lione, il tratto con i 57 km della maxi-galleria che collegherà le nuove stazioni internazionali di Saint Jean-de-Maurienne, nell’omonima valle transalpina, e Susa (Torino). «È un passaggio istituzionale di particolare rilevanza – osserva il commissario di governo Mario Virano, presidente dell’Osservatorio sulla Torino-Lione e della commissione intergovernativa – non appena la legge sarà promulgata e saranno espletate le comunicazioni tra Italia e Francia, si potrà costituire il soggetto promotore che prenderà in carico tutte le attività avviate da Ltf». 

Potrà quindi partire, potranno essere avviati «tutti gli attivi relativi alle opere definitive», spiega Virano. 

Il via ai lavori di scavo del megatunnel tra le valli della Maurienne e di Susa, è previsto all’inizio del 2016. A settembre di quest’anno si aprirà la procedura per il contributo europeo: la Ue dovrebbe arrivare alla quota massima del finanziamento, il 40%. La decisione è attesa nel febbraio 2015. Nel frattempo, al cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, è stata completato in queste ore il montaggio del nastro che trasporta all’esterno le rocce scavate. La talpa, dopo una sosta di qualche giorno, torna a scavare da 508 metri. Dovrà lavorare per altri 7 km, ma secondo i responsabili del cantiere lo scavo potrebbe terminare a fine 2015. 

Le contestazioni alla Tav, però, non si fermano, neppure sul fronte politico: «La Torino-Lione – sostengono i senatori del M5S – costerà 700 milioni di euro all’anno per 12 treni al giorno, mentre per farla andare a pareggio ne dovrebbero passare 350». Massimo Cervelli, senatore di Sel, spiega così la posizione contraria del suo partito: «concorrono molteplici fattori: soprattutto i dati prodotti dagli studi dell’Arpa di Ivrea e del Politecnico di Torino, che chiediamo vengano acquisiti e valutati con attenzione, in quanto riportano la presenza di uranio e amianto in valori superiori ai livelli consentiti».

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