Svolta storica della Chiesa. Lo Ior pubblica per la prima volta il proprio bilancio

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E’ la prima volta nella storia. Una novità che si inquadra in una più ampia riforma voluta dal Papa, resa urgente dagli scandali finanziari.

 

E’ ancora una volta lo Ior al centro della lotta alla trasparenza di Papa Francesco. Domani per la prima volta nella sua storia Bergoglio renderà pubblico il bilancio della banca e cesserà quindi l’anomali dell’Istituto i cui conti non venivano inseriti nel resoconto annuale della Prefettura per gli affari economici. Il bilancio, come riporta La Stampa, è in attivo, 87 milioni di utile e la glasnost del Pontefice faciliterà l’ingresso nella with list.

Le prossime decisioni di Bergoglio, che oggi riunirà a Roma il consiglio degli otto cardinali consiglieri, riguarderanno proprio lo Ior. Insieme ai dicasteri economici del Vaticano, i patrimoni dell’Apsa e di Propaganda fide.

Si dovrà studiare l’accorpamento tra la gestione delle proprietà immobiliari dell’Apsa e quella, altrettanto ingente, di propaganda Fide. L’ operazione trasparenza allo Ior procede anche con l’attività della Promontory Financial Group, in collaborazione con l’Aif, per il controllo ad uno ad uno delle migliaia di conti, delle relazioni con i clienti delle procedure in vigore contro il riciclaggio di denaro sporco.

Nel frattempo è partito lo studio delle possibili ristrutturazioni e della forma che dovrebbe prendere il forziere vaticano in una possibile revisione del suo status. L’ipotesi più accreditata è la fusione tra Ior e Apsa, l’amministrazione del patrimonio che ha anch’essa funzioni bancarie, anzi è considerata la banca centrale.

 

 Papa Francesco però lo ha detto a chiare lettere ai giornalisti: gli scandali giudiziari stanno accelerando la riforma delle finanze vaticane. “Pensavo di occuparmi prima di altre questioni, ma non si può rimandare. Così ora in cima alla sua agenda ci sono accorpamenti tra enti (Ior e Apsa), meno burocrazia, più trasparenza.

Emergenze che vanno risolte al più presto. Non per punire questo o quel porporato, per aiutare questa o quella cordata, bensì per eliminare una visione mondana della Chiesa e superare una concezione statale della fede implicita nell’intreccio tra Santa Sede e Stato della Città del Vaticano, tra burocrazia ereditata dall’Ottocento e soffio dello spirito.

La commissione di indagine sullo Ior –  spiega il portavoce papale padre Federico Lombardista vagliando i conti correnti e le operazioni compiute durante la gestione del direttore generale Cipriani, travolto con il suo vice Tulli (entrambi si sono dimessi immediatamente) dall’arresto di Scarano. La commissione referente è presieduta dal cardinale Raffaele Farina e il mandato di Francesco è molto ampio: verificare la posizione giuridica e le attività dello Ior per consentirne una migliore armonizzazione con la missione della Chiesa e nel contesto più generale delle riforme”.

I commissari hanno scelto come assistenti esperti di grandi banche e gruppi finanziari che passano le carte al pettine stretto. A Bergoglio sarà trasferita la documentazione completa sull’andamento e le procedure della banca d’Oltretevere.

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