Sfiducia ad Alfano, la mozione non passa: il Ministro berlusconiano salvato dal Pd.

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Soltanto cinque dissidenti del Pd votano contro il loro partito decidendo di non presentarsi in aula al momento del voto. Tra i sì pesanti alla linea di Epifani che sosteneva di votare no alla mozione di sfiducia pesano quelli di Felice Casson, Giuseppe Lumia e Rosaria Capacchione insieme ai renziani Vincenzo Cuomo, Isabella De Monte, Andrea Marcucci. Tra gli assenti oltre ai piddini anche l’ex ministro Giulio Tremonti che ormai come cavallo pazzo fa politiche a se stanti. Letta: Alfano non aveva responsabilità oggettive. Berlusconi per la seconda volta nella legislatura è presente in aula.

 

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano resta al suo posto. Con 226 contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti le mozioni di sfiducia sono bocciate. I no sono di Pd, Scelta Civica e Pdl.  Spicca  la presenza in aula di Silvio Berlusconi (la seconda volta dall’inizio della legislatura). I documenti erano del Movimento Cinque Stelle e di Sel. Il dibattito al Senato è stato caratterizzato dall’intervento del presidente del Consiglio Enrico Letta che ha chiesto contestualmente una nuova fiducia al Governo.

LETTA DIFENDE L’AMICO – ”Chiara l’estraneità del ministro Alfano, nessuna responsabilità oggettiva –  ha detto, nel suo intervento al Senato, il premier –  vogliamo continuare e a costruire risposte per questo Paese. Questo ‘no’ consentirà al Governo di lavorare nelle prossime settimane” a provvedimenti sull’Imu e l’Iva, di “risolvere il problema degli esodati” e di “accelerare sul pagamento dei debiti della PA alle imprese“.

L’espulsione della moglie di Ablyazov (il dissidente kazako ndr)  e della sua figlioletta è per noi motivo di imbarazzo e discredito– ha aggiunto Letta – confermando che i vertici del governo, e quindi anche Angelino Alfano, non sapevano e non sono stati coinvolti nella vicenda Ablyazov; la linea è quella della totale trasparenza“.

Nel frattempo all’interno del consiglio dei ministri è  stata prevista la nomina del nuovo capo di Gabinetto del ministro dell’Interno.  A blindare il Governo Italiano ci ha pensato ancora una volta il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  che comunque definisce “inaudito il caso Ablyazov” ma blinda il governo Letta. Il Pd non ha votato contro Alfano ma le polemiche non sono mancate soprattutto tra i renziani che avrebbero voluto le dimissioni del ministro degli Interni. Il peso di Re Giorgio è stato fondamentale tanto da minacciare espulsioni dal partito per chi si macchiasse “del reato politico” di votare la sfiducia a Napolitano.

RIUNIONE PD – Dopo un’assemblea concitata i senatori del Pd hanno deciso di votare no alla sfiducia al ministro Alfano. E’ passata la linea Epifani con 80 voti favorevoli e 7 astensioni di senatori renziani che in realtà avrebbero voluto presentare una mozione a parte nei confronti di Alfano.

A conti fatti però solo 3 renziani hanno scelto di astenersi e risulterebbero essere: Andrea Marcucci,Isabella De MonteeVincenzo Cuomo. Gli altri invece sarebbero Felice Casson,Laura Puppato,Walter ToccieLucrezia Ricchiuti

Nel gruppo del Pd – ha dichiarato il segretarioGuglielmo Epifanic’è stata una discussione seria e al termine il gruppo praticamente all’unanimità ha condiviso l’idea che il governo deve andare avanti”. Il leader del Pd parla di “voto che parla da solo. Voteremo no e lo faremo con una dichiarazione motivata da parte del capogruppo al Senato”.

In Senato però hanno annunciato questa mattina che non andranno in nessun modo contro la linea di partito. Walter Tocci, Corradino Mineo, Stefania Pezzopane, Laura Puppato e Lucrezia Ricchiuti non si sono presentati nemmeno in aula al momento del voto. Felice Casson, Vincenzo Cuomo, Isabella De Monte, Andrea Marcucci invece hanno deciso di seguire la linea Epifani votando no insieme anche a Giuseppe Lumia e Rosaria Capacchione.

Tra gli eccellenti assenti in aula degli altri partiti spicca l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. 

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