Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica: B. umiliato medita il ritiro dalla politica

mattarella vs berlusconi mini

Come da pronostico, l’ex democristiano e moroteo Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica, eletto con i voti di Pd, Sel, Ncd, Area Popolare, Scelta Civica e Forza Italia. Ma un retroscena clamoroso sta emergendo in queste ore. Berlusconi, umiliato e tradito – da Renzi, Alfano, Verdini, Letta, Fitto – medita di lasciare la politica. Ecco cosa sta succedendo.

 

Scacco matto. Renzi, con la mossa del cavallo, alias Sergio Mattarella, ha compiuto un vero e proprio miracolo politico: ha ricompattato il Partito Democratico, attratto Sinista e Libertà, catturato i voti dei centristi, mantenuto quelli del Nuovo Centro Destra e spaccato Forza Italia, che alla fine ha alzato bandiera bianca e si è rassegnata a votare l’ex democristiano e moroteo, fratello del compianto Piersanti Mattarella.

Alla fine si è superata quota 650, 665 per la precisione, ben al di sopra della metà più uno necessaria per eleggere il capo dello Stato dalla quarta votazione in poi.

Curiosità: anche Scilipoti ha votato per Mattarella e un voto lo ha raccattato persino Roby Facchinetti. Al pari di Verdini. E chissà che non sia un segno del destino.

I partiti del “patto Mattarella” si sono contati secondo la solita logica del voto segnato in base alla modalità con cui si è scritto il nome: il Pd ha scritto sulla scheda solo “Mattarella”; poi ci sono gli altri segnali, tutti ancora da decifrare, del “Sergio Mattarella”, “S. Mattarella”, “Mattarella Sergio”, “On. Mattarella” con qualche variante, “Mattarella S.”.

Possiamo dire che, oltre al Pd, si sono aggiunti almeno altri 5 gruppi.

Imposimato, il Presidente scelto dal M5S, ha raggiunto quota 127, mentre Vittorio Feltri è rimasto sui 46 delle prime tre votazioni e Rodotà ha preso 17 voti. 2 Napolitano, 2 Prodi, 2 Martino, 1 Lino Banfi, 1 D’Alema. 1 anche per Casini, Veltroni, Sacconi e Amato. 1 per l’onorevole, si fa per dire, Antonio Razzi.

Da giorni non si fa che elogiare la schiena diritta del nuovo Presidente della Repubblica, il suo essere arbitro imparziale e noto difensore della Costituzione e un autorevole rappresentante di quell’antimafia che farebbe bene al Paese. È il primo Presidente siciliano ed è colui che, tra le altre cose, ha abolito la naja.

Unico quotidiano fuori dal coro, come sempre, Il Fatto Quotidiano che ha ricordato le pesanti ombre di Sergio Mattarella: “I 3 milioni di lire (in buoni benzina) accettati nel 1992 dall’imprenditore Filippo Salamone, ritenuto “il costruttore di Cosa Nostra”; le dichiarazioni di pentiti (mai ritenuti attendibili) come Pino Lipari e Giuseppe Liga; le ombre sul padre Bernardo, le indagini sul fratello Antonino e sul nipote Bernardo (figlio del fratello Piersanti, ucciso dalla mafia nel 1980); il ruolo del figlio Bernardo Giorgio, a capo dell’ufficio legislativo della Funzione Pubblica al ministero della Pubblica Amministrazione, quello della Madia, con uno stipendio di 130mila euro. C’è poi da ricordare come anche Mattarella deporrà al processo sulla trattativa Stato-Mafia. E’ stato chiamato dall’avvocato Basilio Milio, difensore di Mario Mori e Antonio Subranni.”

Cosa farà Mattarella di fronte alle prossime porcate – che saranno innumerevoli, come abbiamo potuto apprezzare in questi mesi – del Premier Renzi?

Inutile fare il processo alle intenzioni, questo passa il convento e dobbiamo accontentarci in attesa di tempi migliori e in attesa di eleggere direttamente il prossimo Presidente della Repubblica. Anche se questa potrebbe essere un’arma a doppio taglio: c’è poco da fidarsi dell’elettorato italiano, che ha mantenuto sulla scena politica i vari Andreotti, Craxi, Berlusconi e ora Renzi. Non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere se il popolo dovesse decidere il futuro inquilino del Quirinale. Potremmo aspettarci di tutto.

Tutto eccetto Berlusconi.

Un clamoroso retroscena sta venendo fuori dai Palazzi Romani: l’ex Cavaliere, tradito da tutti i suoi– Renzi, il ritrovato Alfano, lo squalo Fitto, l’amico Verdini, il diplomatico Gianni Letta e via dicendo – starebbe meditando un colpo a sorpresa: lasciare la politica e ritirarsi a vita privata.

Oramai è finito, è stato umiliato e sculacciato da Renzi, che lo ha rottamato come un D’Alema qualsiasi, ha perso anche la faccia e non ha più un partito alle spalle: oltre 40 esponenti di Forza Italia, su 140, ha votato per Mattarella, nonostante gli avvenimenti degli ultimi giorni. Le schede bianche alla fine sono state solo 105: in tanti, troppi, non hanno rispettato gli ordini di scuderia. I buoi sono scappati dalla stalla.

Berlusconi è oramai un generale senza truppe, un vecchietto un pò rincoglionito che non riesce più a capire dove tira il vento, incapace di leggere le trame dei Palazzi e di avere un minimo di moral suasion per attrarre a sè chicchessia. Il carisma di una volta se lo è preso tutto Renzi, deciso più che mai a passare all’incasso subito: dopo lo scalpo politico di Silvio vuole anche i suoi voti. E non farà alcuna fatica a raccattarli.

Silvio Berlusconi è finito. La sua carriera politica è finita. Ritirarsi dopo l’ennesima batosta sarebbe la soluzione che sta meditando per evitare altre figuracce e salvare il salvabile, cioè le aziende. Che vanno vendute – come abbiamo raccontato qualche giorno fa – perchè “il patriarca Silvio va per gli ottanta e non è eterno” racconta Confalonieri. “Già oggi fatica molto a difendere le sue aziende e deve ingoiare tanti bocconi sull’altare del patto con Renzie per garantire a Mediaset una dignitosa sopravvivenza su un mercato in calo come quello della tv generalista. Ma ancora fino a qualche tempo fa bastava una telefonata di Silvio a un grosso inserzionista pubblicitario per sistemare le cose con le reti Mediaset. Oggi è sempre meno così. Berlusconi conta meno. E un domani, senza Silvio e Fidel, sarà ancora più dura.”

Andreotti ha finito i suoi giorni in tribunale, a difendersi dalle accuse – poi prescritte – di legami con la mafia; Craxi è stato costretto a rifugiarsi ad Hammamet, inseguito dagli scandali di Tangentopoli.

Berlusconi, che non vuole fare questa fine, sa che è giunto il momento di prendere baracca e burattini e andare fuori dalle scatole.

Vedremo se nelle prossime settimane prenderà corpo questa clamorosa ipotesi. 

Nel frattempo sono arrivati i primi, durissimi, attacchi contro il duo Verdini-Letta, che Maria Rosaria Rossi, badante dell’ex premier, ha definito un “duo tragico“. Volano gli stracci in Forza Italia mentre Napolitano e Renzi si godono lo spettacolo.

 

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