Salvare Silvio? Ci pensa il Pd: no procedura d’urgenza per la legge parlamento pulito del M5S

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Che il Pd voglia a tutti i costi mettersi di traverso e ostacolare qualsiasi iniziativa del Movimento Cinque Stelle è ormai cosa assodata. Che però, per fare questo, salvi Berlusconi in maniera così trasparente e chiara, è francamente inaccettabile per molti dei suoi elettori.

 

Cosa è successo? Il pentastellati hanno chiesto la procedura d’urgenza per l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento pulito”. Non si tratta di altro che di una modifica al testo esistente della legge elettorale che prevedrebbe l’incandidabilità per i condannati.

E allo stesso tempo punta a definire i casi di revoca e decadenza del mandato in caso di condanna definitiva per i reati non colposi e per pene superiori ai 10 mesi. E c’è anche il limite dei due mandati parlamentari con annessa l’elezione diretta del candidato da parte dei cittadini.

La richiesta di accelerare sul tema è stata avanzata al Senato e si sarebbe accavallata con la discussione in corso nella Giunta per le autorizzazioni sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Cosa è accaduto a Palazzo Madama?

Che a favore dell’accelerata hanno votato soltanto il Movimento Cinque Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà. Contrario il governo delle larghe intese con oltre al Pdl anche Pd e Scelta Civica. Che di fatto hanno messo in atto l’ultimo tentativo utile per salvare Berlusconi dalle conseguenze dirette delle sue condanne.

 

Delusione evidente da parte del Movimento. “La Casta ha fatto squadra” ha sostenuto Gianluca Castaldi tra i firmatari della proposta di legge.

E’ però il capogruppo Nicola Morra quello che esprime maggiormente la sua amarezza. “Il disegno di legge 452, infatti – ha dichiarato. si ispira e rafforza il disegno di legge popolare “Parlamento Pulito-Vday 1”, sul quale l’8 settembre 2007 furono raccolte in un solo giorno 350.0000 firme. Firme che in 6 anni sono state messe in un cassetto dai partiti. Con il no all’esame d’urgenza giustificato in aula dal Pd con Anna Finocchiaro, il Pdmenoelle si conferma il partito stampella di Berlusconi ed ha mostrato nuovamente la sua maschera: quella della vergogna politica“.

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