Rodotà voltagabbana: nel 1985 voleva abolire il Senato, oggi firma appelli contro se stesso. Tromboni alle corde?

rodotà trombone

Nonostante la fonte di questa notizia – il Foglio – non sia delle più sinistrorse, che a quanto pare risulterebbero più credibili agli occhi dell’opinione pubblica, c’è un documento ufficiale e incontrovertibile da cui risulta questo: il trombone Rodotà, che oggi sbraita contro l’abolizione del Senato proposta da Renzi, è lo stesso che nel 1985 voleva portare avanti il medesimo progetto. Se il M5S ha una colpa è quella di aver rivitalizzato i professoroni (inutili) alla Rodotà.

 

In una autorevole intervista rilasciata sul Fatto Quotidiano, l’autorevole professore Stefano Rodotà, nei panni del costituzionalista, pur non essendo un costituzionalista, si scaglia nuovamente contro l’autoritaria riforma costituzionale proposta dal tiranno di Firenze, Matteo Renzi. Senso della polemica: questa riforma non si deve fare perché troppo modificativa degli equilibri costituzionali Vergogna! Vergogna! Prima dell’intervista al Fatto, Rodotà aveva firmato un appello sul sito di Libertà e Giustizia in cui il professore, insieme con molti altri intellettuali, chiedeva a Renzi di fermarsi con la riforma del Senato.

Testo dell’appello: “Stiamo assistendo impotenti al progetto di stravolgere la nostra Costituzione da parte di un Parlamento esplicitamente delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale n.1 del 2014, per creare un sistema autoritario che dà al Presidente del Consiglio poteri padronali. Con la prospettiva di un monocameralismo e la semplificazione accentratrice dell’ordine amministrativo, l’Italia di Matteo Renzi e di Silvio Berlusconi cambia faccia mentre la stampa, i partiti e i cittadini stanno attoniti (o accondiscendenti)  a guardare. La responsabilità del Pd è enorme poiché sta consentendo l’attuazione del piano che era di Berlusconi, un piano persistentemente osteggiato in passato a parole e ora in sordina accolto”.

Ecco. A quanto pare, però, come ricordato poco fa dal professor Stefano Ceccanti, lo stesso Rodotà, appena alcuni a fa, tà-tà-tà, era più riformista del tiranno di Firenze. Proponendo addirittura la – orrore! – soluzione ultra giacobina del monocameralismo secco. Vergogna!

Qui il testo dell’ottima riforma proposta da Rodotà, che a questo punto suggeriamo ai parlamentari a cinque stelle, e anche a quelli democratici, di presentare anche in alternativa al testo del governo. Tà-tà-tà.

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