Riforma Scuola Camera, cosa prevede? Ecco il testo legge: passa la “follia” Gender

Riforma Scuola Camera, le risate di Renzi e del Ministro Giannini

Riforma Scuola Camera, le risate di Renzi e del Ministro Giannini

Ieri la Camera ha approvato in via definitiva il testo sulla Riforma della Scuola, che presto sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale e diventerà ufficialmente legge. Cosa prevede? Ecco il testo integrale.

RIFORMA SCUOLA CAMERA

Il 9 luglio 2015 l’Assemblea della Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma della scuola, presentato dal Governo il 27 marzo 2015. Il testo era stato approvato dall’Assemblea della Camera in prima lettura, con modifiche, il 20 maggio 2015 e, con ulteriori modifiche, il 25 giugno 2015, dall’Assemblea del Senato.

Il provvedimento – che si compone ora di un unico articolo con 212 commi – intende disciplinare l’autonomia delle istituzioni scolastiche dotando le stesse delle risorse umane, materiali e finanziarie, nonché della flessibilità, necessarie a realizzare le proprie scelte formative e organizzative (art. 1, co. 1-4).

RIFORMA SCUOLA COSA PREVEDE

I punti salienti della Riforma targata Renzi sono:

  • l’introduzione della programmazione triennale dell’offerta formativa
  • l’istituzione dell’organico (docente) dell’autonomia, composto da posti comuni, posti di sostegno e posti per il potenziamento dell’offerta formativa, che, dall’a.s. 2016-2017, sarà determinato con decreti interministeriali ogni tre anni, su base regionale
  • l’attribuzione al dirigente scolastico, dall’a.s. 2016-2017, del compito di conferire incarichi triennali ai docenti assegnati all’ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dagli stessi e valorizzando il curriculum, le esperienze e le competenze professionali
  • l’avvio, per l’a.s. 2015/2016, di un piano straordinario di assunzioni di docenti a tempo indeterminato, rivolto a vincitori ed idonei del concorso del 2012 e agli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento
  • l’indizione, entro il 1° dicembre 2015, di un concorso per l’assunzione di (ulteriori) docenti, con attribuzione di un maggior punteggio al titolo di abilitazione all’insegnamento e al servizio prestato a tempo determinato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni (art. 1, co. 114)
  • la definizione di nuove regole per l’accesso ai ruoli del personale docente
  • l’avvio, per l’a.s. 2016/2017, di un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale per tutti i posti vacanti e disponibili, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’a.s. 2014/2015, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia

RIFORMA SCUOLA IN TEMA DI GRADUATORIE

In tema di graduatorie, il testo prevede che:

  • le graduatorie di merito dei concorsi banditi prima del 2012 sono soppresse al termine delle ordinarie procedure di immissione in ruolo per l’a.s. 2015/2016, propedeutiche all’avvio del piano straordinario;
  • la I fascia delle graduatorie di circolo e di istituto continua ad esplicare la propria efficacia limitatamente ai soggetti già iscritti alla data di entrata in vigore della legge, non assunti a seguito del piano straordinario;
  • dall’a.s. 2016/2017, alle graduatorie di circolo e di istituto si accede solo con un titolo di abilitazione (art. 1, co. 95 e 105-107);

RIFORMA SCUOLA IN TEMA DI DOCENTI

Con riferimento al termine di durata dei contratti a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili, prevede che il limite dei 36 mesi si applica solo ai contratti che saranno stipulati a decorrere dal 1° settembre 2016 (art. 1, co.131-132).

Ulteriori previsioni relative ai docenti riguardano:

  • il periodo di formazione e prova, cui è subordinata l’effettiva immissione in ruolo
  • la formazione in servizio, che sarà obbligatoria e definita dalle scuole sulla base delle priorità indicate nel Piano nazionale di formazione – da adottare ogni tre anni – nonché in coerenza con i Piani di miglioramento adottati nell’ambito della fase di autovalutazione
  • l’istituzione, dal 2016, di un fondo per la valorizzazione del merito del personale docente di ruolo

RIFORMA SCUOLA IN TEMA DI DIRIGENTI SCOLASTICI

Altre disposizioni riguardano i dirigenti scolastici. In particolare, il testo prevede che la valutazione dei dirigenti scolastici da parte del Nucleo per la valutazione (art. 25 d.lgs. 165/2001) debba essere coerente con l’incarico triennale e con il profilo professionale e connessa alla retribuzione di risultato (art. 1, co. 93-94).

RIFORMA SCUOLA IN TEMA DI STUDENTI

Con riferimento agli studenti, il testo prevede, fra l’altro:

  • la possibilità per le scuole di attivare, nel secondo biennio e nell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado, insegnamenti opzionali, che sono parte del percorso dello studente (art. 1, co. 28)
  • il rafforzamento del collegamento fra scuola e lavoro, attraverso l’introduzione di una durata minima dei percorsi di alternanza negli ultimi 3 anni di scuola secondaria di secondo grado (almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e almeno 200 ore nei licei) (art. 1, co. 33-44) e la previsione che le scuole, per favorire lo sviluppo della didattica laboratoriale, possono dotarsi di laboratori territoriali per l’occupabilità (art. 1, co. 60)
  • la possibilità di svolgere attività educative, culturali, artistiche e sportive negli edifici scolastici nei periodi di sospensione dell’attività didattica (art. 1, co. 22)
  • lo sviluppo delle competenze digitali (art. 1, co. 56-59)

Tutte le esperienze maturate dallo studente durante gli studi, nonché le esperienza formative svolte in ambito extrascolastico (quali sport, attività culturali e di volontariato) saranno inserite nel Curriculum dello studente, di cui si terrà conto nel corso del colloquio dell’esame di maturità (art. 1, co. 28 e 30).

RIFORMA SCUOLA IN TEMA DI AGEVOLAZIONI FISCALI

A livello di agevolazioni fiscali, il testo prevede:

  • un credito d’imposta del 65% per il 2015 e il 2016 e del 50% per il 2017 per chi effettua erogazioni liberali in denaro, nel limite massimo di € 100.000 per ogni periodo di imposta, per la realizzazione di nuove scuole, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e il sostegno a interventi per l’occupabilità degli studenti (art. 1, co. 145-150);
  • una detrazione IRPEF, per un importo annuo non superiore a € 400 euro per studente, per le spese sostenute per la frequenza delle scuole paritarie dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, nonchè delle scuole paritarie e statali del secondo ciclo di istruzione (art. 1, co. 151).

RIFORMA SCUOLA IN TEMA DI EDILIZIA SCOLASTICA

Ulteriori disposizioni riguardano l’edilizia scolastica. In particolare, il testo prevede:

  • la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’incremento dell’efficienza energetica, della sicurezza strutturale e antisismica e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento (art. 1, co. 153-158);
  • il rafforzamento delle funzioni dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica – al quale, in particolare, saranno affidati compiti di indirizzo e di programmazione degli interventi e di diffusione della cultura della sicurezza – e la redazione di un piano del fabbisogno nazionale 2015-2017, al quale sono destinate risorse già stanziate e non utilizzate, ovvero economie realizzate, l’accelerazione di alcune procedure e la riduzione delle sanzioni per gli enti locali che non hanno rispettato gli obiettivi del patto di stabilità 2014 e hanno sostenuto, in tale anno, spese per l’edilizia scolastica (art. 1, co. 159-176);
  • lo stanziamento di € 40 mln per il 2015 per il finanziamento di indagini diagnostiche dei solai e dei controsoffitti degli edifici scolastici (art. 1, co. 177-179).

RIFORMA SCUOLA, TUTTI CONTRO RENZI

Parliamoci chiaro: al di là degli obiettivi sbandierati dal Governo la riforma – come vi abbiamo già raccontato punto per punto – è fallace, piena di incongruenze e – per molti aspetti – non migliorare sicuramente l’educazione scolastica dei nostri figli, visto che il fine ultimo di qualsiasi riforma deve essere questo.

Su un punto però vogliamo soffermarci di più: è passata anche l’educazione gender, con cui “i piani dell’offerta formativa delle scuole del primo e del secondo ciclo di istruzione adottano misure educative volte all’eliminazione degli stereotipi di genere promuovendo cambiamenti nei modelli comportamentali al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socio-culturali fondati sulla differenziazione delle persone in base al sesso di appartenenza e di sopprimere gli ostacoli che limitano di fatto la complementarità tra i sessi nella società”.

Parliamo di una stronzata sesquipedale, una teoria contro natura, secondo cui non dovrebbero esistere più differenze tra persone di sesso diverso. Peccato che queste differenze esistano eccome. Non è raccontando la favoletta dell’uguaglianza a tutti i costi, anche contro ogni logica, che si combatte l’omofobia ma piuttosto insegnando il valore assoluto, unico e meraviglioso della diversità e dell’accettazione della diversità. Il mondo è bello perché vario, non perché siamo tutti uguali.

Il caso di Trieste è emblematico: in una scuola della città si è deciso di dare l’avvio all’educazione gender con il Gioco del rispetto, vestendo i bambini da principesse e le bambine da cavalieri e mostrando le figure di papà e mamma come identiche. In questo modo non si fa altro che alimentare la paura del “diverso”, di qualunque genere, razza o sesso esso sia.

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un mi piace o un commento

P.S. Qui il testo definitivo della Riforma Scuola approvato alla Camera

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