Riforma Giustizia, novità di Orlando: la responsabilità civile dei magistrati. Finalmente.

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Chi scrive pensa che una casta di intoccabili non debba esistere, siano essi magistrati o pizzicagnoli. Se poi ci troviamo in Italia, dove da mezzo secolo la politica viene decisa a colpi di giustizia (e finto giustizialismo) allora è il caso di drizzare le antenne. Se poi scopriamo che metà dei magistrati protagonisti della scena mediatica sono poi sbarcati in Parlamento allora c’è davvero qualcosa che non va. Ecco alcuni punti della proposta di riforma della giustizia promossa dal Ministro Andrea Orlando, come racconta Fanpage.

 

Sul sito del ministero della Giustizia è stata pubblicata la scheda con le linee portanti del progetto di riforma in materia di responsabilità civile dei magistrati su cui sta lavorando il Guardasigilli Andrea Orlando. La riforma prevede, si legge sul sito, l’ampliamento dell’area di responsabilità, il superamento del filtro di ammissibilità per questo tipo di cause, la certezza della rivalsa nei confronti del magistrato, l’incremento della soglia di rivalsa, il coordinamento con la responsabilità disciplinare. Il meccanismo di responsabilità civile resterà indiretto, cioè senza la possibilità per il cittadino di rivalersi sul singolo magistrato. L’azione è condotta nei confronti dello Stato, che può poi decidere se procedere nei confronti del magistrato.

Si amplia l’area su cui può far leva chi è vittima del “cattivo uso del potere giudiziario”. Questo in linea con il diritto dell’Unione europea che include le ipotesi di “violazione manifesta delle norme applicate” ovvero “manifesto errore nella rilevazione dei fatti e delle prove”. “L’azione di rivalsa nei confronti del magistrato, esercitabile quando la violazione risulti essere stata determinata da negligenza inescusabile, diverrà obbligatoria”, si legge ancora nel documento di Orlando.

Obbligo di rivalsa e taglio fino al 50% dello stipendio

Per quanto riguarda la rivalsa sarà innalzata, nelle intenzioni del governo, anche la soglia economica che ricadrà sul magistrato in caso di errore: “Sarà innalzata la soglia dell’azione di rivalsa, attualmente fissata, fuori dei casi di dolo, a un terzo dell’annualità dello stipendio del magistrato: il limite verrà incrementato fino alla metà della medesima annualità. Resterà ferma l’assenza di limite all’azione di rivalsa nell’ipotesi di dolo”.

Saranno infine rafforzati i rapporti tra la responsabilità civile del magistrato e quella disciplinare. Sul sito del ministero della Giustizia si legge che “un corretto funzionamento della responsabilità civile dei magistrati costituisce un fondamentale strumento per la tutela dei cittadini ed un necessario corollario all’indipendenza ed all’autonomia della magistratura”, ma il meccanismo previsto dalla legge Vassalli “ha funzionato in modo assolutamente limitato”.

Per il ministero tale legge, pur condivisibile nell’impianto, “prevede una serie di limitazioni per il ricorrente che finiscono per impedire l’accesso a questo tipo di rimedio e rendono poi aleatoria la concreta rivalsa sul magistrato ritenuto eventualmente responsabile”. L’obiettivo dunque è intervenire per rendere effettivo questo strumento. Un’ulteriore esigenza di intervento – si legge ancora sul sito del ministero – è rappresentata dalle pronunce della Corte Europea di Giustizia.

Il commento del presidente dell’Associazione nazionale magistrati

Bene l’esclusione dell’azione diretta “che avrebbe presentato profili di incostituzionalità e ci avrebbe messo fuori dall’Europa”, ma attenzione all’eliminazione del “filtro” sulla responsabilità civile dei magistrati perché vi è il rischio “rischio molto elevato di cause strumentali messe in atto solo per reazione a una decisione sgradita del giudice”. Ha commentato in questi termini le linee di riforma in materia di responsabilità civile delle toghe il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli. “Hanno il senso di una stretta nei confronti dei magistrati le linee guida sulla responsabilità civile delle toghe” – così Sabelli all’Ansa – ma trattandosi di una materia delicata “aspettiamo il testo definitivo per esprimere un giudizio”.

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