Riapertura case chiuse, la Lombardia approva referendum: abolire Merlin e tassare le prostitute

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Se ne parla da tempo, oramai, e sembra giunto il momento più opportuno per l’abolizione (totale o parziale, si vedrà) della Legge Merlin e la conseguente riapertura delle case chiuse. Un modo, dicono i sostenitori, per “pulire” le strade e aumentare gli introiti fiscali dovuti alla tassazione della prostituzione. Giusto o sbagliato che sia, la regione Lombardia – come riporta Fanpage – è stata la prima a muoversi in questo senso, approvando un referendum con cui si chiede ai cittadini di esprimere un parere per la riapertura delle case chiuse.

 

Con 41 voti favorevoli, 29 contrari e un astenuto il consiglio regionale della Lombardia ha approvato martedì pomeriggio il referendum per la reintroduzione delle case chiuse in Italia. Dopo il primo sì della commissione affari costituzionali del consiglio regionale lombardo il mese scorso, il voto in Aula appariva quasi scontato, ma si tratta comunque di un passo importante verso la parziale abrogazione della legge Merlin sulla prostituzione in Italia.

La proposta, presentata dalla maggioranza di centrodestra con l’esclusione del Nuovo Centrodestra, prevede infatti un referendum per abrogare alcuni punti della legge Merlin e per consentire la regolamentazione della prostituzione nelle abitazioni private. Dopo le polemiche in Aula al Pirellone, il coordinatore del centrosinistra in Regione, Umberto Ambrosoli, ha chiesto il voto a scrutinio segreto per questo non si sa chi abbia votato effettivamente a favore e chi contro il referendum. Ad ogni modo durante le dichiarazioni di voto si erano schierati per il sì oltre al Carroccio anche Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Maroni presidente, Partito Pensionati e Movimento 5 Stelle.

Perché il referendum possa essere effettuato, comunque, è necessario il sì di altri 4 Consigli regionali.

Soddisfazione del centrodestra – Dopo l’approvazione soddisfazione da parte del primo firmatario della proposta, il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, che ha commentato: “Il popolo deve avere la possibilità di esprimersi sull’argomento e sotto la pressione di un possibile referendum il parlamento sarà finalmente obbligato a legiferare su questo tema”. Un punto di vista condiviso con i 5 stelle che hanno ribadito come “lo strumento del referendum ha il merito di mettere la cittadinanza di fronte a una realtà evidente, ma ignorata”.

“L’abolizione della legge Merlin, parziale o totale, lascerebbe uno spazio vuoto la cui conseguenza diretta sarebbe la deregolamentazione e la depenalizzazione anche dei reati previsti” hanno commentato invece dal Pd, ricordando che “è mera propaganda politica, una speculazione inutile che non affronta il cuore della questione”.

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