Renzi segretario Pd, geografia del successo: i numeri della vittoria, regione per regione città per città

Matteo-Renzi segretario pd 

Da rottamatore ad “asfaltatore”, viste le percentuali bulgare con cui ha spazzato via la vecchia dirigenza del partito, quella discendente dal Pci e che con Berlinguer aveva davvero poco in comune. Ora tutti saltano sul carro del vincitore, com’è buon uso in Italia: basti pensare che nel giro di un anno il sindaco di Firenze è riuscito a ribaltare completamente il risultato. Da una sconfitta 70-30 ad una vittoria 70-30. I numeri parlano chiaro. E allora andiamo a vedere proprio i numeri, regione per regione città per città, della vittoria renziana, come riportato da Giornalettismo.

 

Il trionfo di Matteo Renzi alle primarie per la segreteria del Partito democratico è testimoniato dai numeri, con il sindaco fiorentino premiato con oltre il 60% dei consensi in quasi tutte le Regioni italiane. Con lo scrutinio quasi concluso (manca soltanto un migliaio di sezioni da scrutinare, ndr) il dominio di Renzi, con il 68,7% dei consensi, è indiscusso, con gli avversari lontani più di 5o punti percentuali: Gianni Cuperlo non è andato oltre il 18%, Giuseppe Civati si è fermato al 14,3%.

MATTEO RENZI SEGRETARIO: GEOGRAFIA DEL SUCCESSO – Anche l’analisi “geografica” del voto delle primarie mostra come la vittoria di Matteo Renzi si sia rivelata un dominio generalizzato. Il sindaco è riuscito a stravincere anche nelle ex Regioni “rosse”, dove è salito oltre il 70%: come ricorda anche il Fatto, Renzi ha espugnato Bologna e l’Emilia Romagna (71,1%), espugnando una classica roccaforte dell’ “apparato” democratico, proprio «dove alle convenzioni congressuali, aveva trionfato invece Gianni Cuperlo con il 51,87% nel capoluogo (Renzi 35,36%) e il 43,5% in regione (Renzi 42,3%)». Renzi ha ribaltato il risultato delle consultazioni dei circoli, lasciando soltanto il 15% a Cuperlo, seguito da Giuseppe Civati, con il 14%. In particolare, a Bologna, Renzi ha trionfato con il 64,4%, (Cuperlo al 18% circa e Civati al 16,7%), in una regione dove l’affluenza è stata molto alta, vicina alle 350mila persone. Il risultato più importante Renzi lo ha conseguito in Toscana, dove ha sfiorato l’80%, con i dati del Pd che lo attestano al 78,5%.

A Firenze città Matteo Renzi ha il 76,77% delle preferenze. Dietro al sindaco Pippo Civati che, con il 12,36% delle preferenze si è attestato davanti a Gianni Cuperlo, 10,97%. Quasi il 70% dei voti per Renzi a Siena, dove Civati non supera il 15.7% e Cuperlo il 17.5%. In Toscana è stata comunque la provincia di Arezzo ad aver spinto la vittoria di Renzi: Gli elettori del Pd aretino hanno scelto il sindaco fiorentino in modo quasi plebiscitario, con l’83,39%. Risultati poco più alti in Toscana risultati a Pistoia e nel coordinamento territoriale Empoli-Valdelsa. Quest’ultimo è il risultato più alto: Renzi ha raccolto infatti ben l’85,4% delle preferenze. Risultati bulgari.

Ma Renzi ha trionfato anche in altre regione centrali: se in Umbria Renzi ha ottenuto il 75,4%, anche nelle Marche non c’è stata partita, conil neo segretario arrivato al 76%. In provincia di Perugia, a Spello, il neosegretario ha stravinto, con 633 voti su 786 (l’80,53%), secondo Gianni Cuperlo 101 (12,85%) e terzo Pippo Civati 49 (6,23%.

TUTTI NUMERI CITTÀ PER CITTÀ – Matteo Renzi ha vinto anche a Roma e nel Lazio, ma rispetto al dato nazionale i suoi rivali tengono bene. Nella Capitale il sindaco di Firenze si è imposto con il 60,2%. Testa a testa tra i due colleghi democratici, con Giuseppe Civati in vantaggio con il 20,7% e Gianni Cuperlo al 19,1%. Per Civati un buon risultato in molti quartieri, come Roma città, Prati, il quartiere Trieste, i Parioli o Monte Mario, e addirittura vincerebbe a San Paolo. Il dato di Renzi sarebbe invece costante in tutta la città. Nel Lazio,  Renzi si attesta al 63,7%, Cuperlo al 19,5% e Civati al 16,8%. Il dato dell’affluenza definitivo vede 265.200 votanti nel Lazio, di cui 150.000 a Roma. «L’affermazione di Renzi in tutta Italia e anche a Roma – ha spiegato il segretario romano Lionello Cosentino – ha premiato la voglia di cambiare, si apre per tutti una fase nuova».

In Piemonte, tra Torino, Settimo, Rivoli, Moncalieri, Ivrea e nel Canavese, Renzi si attesta tra il 60 e il 70%. In Lombardia, a Milano, si conferma la tendenza nazionale: Nel capoluogo e in provincia i dati definitivi mostrano come il neo segretario del Pd ha raccolto il 63,23 per cento dei voti. Grande sorpresa per il secondo posto di Pippo Civati, che ha ottenuto più preferenze (21 per cento) rispetto a Gianni Cuperlo, fermo al 15,77 per cento. In 80mila ai seggi a Napoli e in provincia. Renzi al 64%, Cuperlo al 25, Civati al 9,7. Quando sono stati scrutinati circa il 70% dei voti per le primarie del Pd in Calabria, Matteo Renzi si è attestato invece al 57,9%, Gianni Cuperlo al 33,6% e Pippo Civati all’8,6%. In Calabria Renzi si è aggiudicato la maggioranza dei voti dei capoluoghi di provincia di Catanzaro, Crotone e Reggio. Cuperlo vince a Crotone e Vibo Valentia.

LE ISOLE – Anche in Sicilia a spoglio quasi ultimato alle primarie per eleggere il segretario del Pd, vince Matteo Renzi con il il 59,8 per cento dei voti, seguito da Gianni Cuperlo con il 28,4 per cento e da Pippo Civati con l’11,7 per cento. Nelle 438 sezioni sono andati a votare circa 100 mila persone. «Un grande successo di partecipazione in Sicilia come nel resto del Paese e una grande affermazione di Renzi, che ha riscosso la fiducia dei nostri elettori puntando su un futuro di cambiamento per il Pd e per l’Italia», ha spiegato all’ANSA il segretario regionale del Partito democratico, Giuseppe Lupo. A Palermo città Renzi è vicino al 60 per cento. Ma la sorpresa è Civati, che in città è intorno al 23 per cento, mentre Cuperlo è al 16. Come spiega Repubblica, invece, ad Enna, nel gazebo delle polemiche occupato per protesta dai renziani, ha stravinto Gianni Cuperlo. Ha pesato il sostegno di Vladimiro Crisafulli: 1.674 preferenze. Subito dopo Matteo Renzi con 518 voti e da Pippo Civati con 81.

In Sardegna, invece, il risultato più basso per Matteo Renzi. Non ha sfondato il tetto del 60%, fermandosi a circa 11 punti percentuali sotto la media nazionale. Secondo Gianni Cuperlo, che arriva al 24% e terzo Pippo Civati, che sfiora il 20%. Entrambi hanno registrato una percentuale di preferenze più alta rispetto alla media nazionale. Sui votanti si potrebbe alla fine raggiungere la soglia dei 50mila. Un risultato molto lontano dai 106.883 elettori che votarono nella tornata delle primarie per il segretario del Pd nel 2009, quando il 59% scelse Bersani, il 30% Franceschini e l’11% Marino.

Su base provinciale Renzi fa peggio in Ogliastra e meglio in Gallura, mentre Cuperlo fa l’esatto contrario. Civati va meglio a Cagliari (molto bene nel capoluogo dove dovrebbe aver toccato la punta del 28%), è secondo in provincia di Orietano dopo Renzi. Secondo un primo calcolo dei voti i 26 delegati all’Assemblea nazionale saranno 15 per la mozione Renzi.

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