Renzi salva Berlusconi, spunta la legge ad personam: “Così il leader FI potrà ricandidarsi”

renzi figlio di silvio mini

A fornire delucidazioni riguardo l’ennesima porcata del governo Renzi ci pensa il sempre informato Dagospia, che parla apertamente di un “condono” nei confronti di Berlusconi da parte dell’attuale Premier: “Berlusconi potrà ricandidarsi”. Ecco tutti i dettagli rivelati da Dagospia.

 

La norma inserita all’ultimo momento nel decreto attuativo della delega fiscale, approvato il 24 dicembre dal governo Renzi, depenalizza non solo l’evasione fiscale, ma anche la frode fiscale se IVA e imposte sui redditi evasi “non sono superiori al 3 per cento rispettivamente dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato”.

Lo hanno scritto nei giorni scorsi il Sole 24 Ore e il Fatto Quotidiano. Quest’ultimo ha ospitato un’intervista al sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, preoccupato per la norma che avrà effetto anche sui processi in corso.

Una norma infilata all’ultimo momento con l’articolo 19 bis nel decreto che cancella il reato per il quale è stato condannato (e sta scontando la pena ai servizi sociali a Cesano Boscone) Berlusconi Silvio, dopo la decadenza dal Senato e la non eleggibilità successiva secondo la legge Severino, una conseguenza tanto clamorosa quanto non casuale a meno di non voler pensare che siamo governati da improvvisatori dilettanti. Non lo sono, poiché la norma colpisce esattamente dove voleva colpire.

Vediamo come. È noto che la grazia a Berlusconi Silvio non si può dare e nessun Presidente della Repubblica, vecchio o nuovo che sia, la darà. Ma la si può costruire pezzo a pezzo smontando e disapplicando progressivamente norme concatenate tra di loro sino a raggiungere l’obiettivo.

Tecnica giuridica peraltro ben in uso presso gli studi di alcuni importanti e noti avvocati romani. La norma contenuta nel decreto infatti depenalizza (è bene ripeterlo) gli illeciti sino al tre per cento dell’imponibile quale che ne sia la causa. Non solo errori, omissioni, infedeltà ma anche il caso di una vera e propria frode. Si ricordi questa parola perché essa è la parola magica che una manina misteriosa ha aggiunto alla norma con il premier Renzi Matteo, ci auguriamo, perfettamente consapevole.

La nuova norma vale naturalmente per il futuro ma vale di conseguenza per i processi in corso. Ma, ed è qui l’altra chicca, essa configura un caso di abolitio criminis con la a maiuscola che impatta anche sui processi già definiti. Fermo il giudicato, non è più possibile infatti far proseguire l’esecuzione della pena che si presenterebbe come sanzione di una condotta che non è più prevista come reato.

Non solo, ma se mai fosse necessario, in sede di Corte di giustizia europea sarebbe una passeggiata ottenere soddisfazione poiché nel nuovo quadro giuridico si verificherebbe una sorta di duplicazione penale assolutamente illegittima secondo il principio generale ne bis in idem. Poiché tutto ciò si è consumato mentre il Presidente Napolitano Giorgio pontificava urbi et orbi di morale pubblica, di etica ecc. ecc., la domanda che sorge spontanea è: Renzi lo aveva informato che ormai si depenalizza anche la frode in nome del patto del Nazareno, oppure no?

E il professor Coppi Franco, difensore del Condannato, era a conoscenza che una manina stava inserendo tale norma? E il professor Franco Gallo, presidente della commissione tecnica per la delega fiscale ecc., ha dato il suo parere positivo all’inserimento di tale norma o tace in dissenso?

In ogni caso, se il Parlamento non modifica il decreto, Renzi Matteo può certamente contare anche su tutti i voti di Forza Italia controllati dal Grande Ripulito dalla frode, Berlusconi Silvio, per eleggere un Presidente della Repubblica non ostile, ovvero docile.

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