Renzi perde colpi, la fiducia nel premier cala del 3% in sette giorni: rottamazione finita?

 Matteo-Renzi-fiducia in calo mini

Matteo stai sereno, sembrano dirgli i suoi di fronte al dato più pesante (per lui) degli ultimo mesi: per la prima volta la fiducia nei suoi confronti è in calo, di 3 punti percentuali in soli sette giorni. Sarà un caso che questa settimana è coincisa proprio con il ritorno sulle scene del Caimano? Del resto l’antico adagio racconta: se puoi scegliere l’originale, in questo caso Berlusconi, perché accontentarsi di una copia (seppure conforme all’originale)? Matteo stai sereno. Stai per fare la fine di tutti gli altri. Segretari del Pd, s’intende.

 

Il consueto sondaggio del lunedì di Enrico Mentana, realizzato per La7 da Emg e andato in onda nel corso del suo Tg, annuncia un dato incontrovertibile che, però, sta trovando poco spazio sul mainstream nazionale: il crollo della fiducia nei confronti del capo del governo.

Il Presidente del Consiglio, infatti, gode della fiducia del 41% degli italiani, con una perdita di ben 3 punti percentuali rispetto a una settimana fa, quando l’indicatore era al 44%. E, strano ma vero, questo picco negativo viene toccato proprio nel momento in cui torna sulla scena Silvio Berlusconi, che ha rubato a Renzi tutta l’attenzione mediatica.

A furia di spararle grosse, il Caimano sta riconquistando posizioni su giornali e televisioni e punti agli occhi dei suoi elettori, che si erano invaghiti del Matteo fiorentino.

Ma del resto l’antico adagio racconta: se puoi scegliere l’originale, in questo caso Berlusconi, perché accontentarsi di una copia (seppure conforme all’originale). Ed è proprio quello che sta succedendo a Renzi: il pubblico si è innamorato della sua similitudine con Silvio non del segretario Pd. E ora che Silvio è tornato Matteo può tornarsene tranquillamente da dove è venuto: cioè dal nulla cosmico.

Il crollo del Premier incide anche sul Partito Democratico, che in sette giorni perde lo 0,7%, tutto in favore dei 5 Stelle, passando dal 33,8 al 33,1%.

Il secondo partito, secondo il sondaggio Emg per La7, è ormai saldamente ilMovimento 5 Stelle,che incassa un altro punto percentuale e si porta al 24,4%. Secondo molti analisti, però, questo dato sarebbe più alto di almeno 2/3 punti: se risultasse vera questa ipotesi avremmo un M5S vicino al 28%. Una goduria per gli euroscettici, un incubo per Napolitano e company.

Forza Italia frena l’emorragia di consensi e perde “solo” lo 0,7%, fermandosi al 19,6%, quindi poco sotto la soglia del 20, indicata da Toti come il minimo per affermare il proprio successo politico/elettorale.

La vera novità è rappresentata dai partiti cosiddetti minori che riescono a superare la soglia del 4%: il Nuovo centrodestra al 5,1% (+0,2%), la Lega al 4,5% (+0,1%), Fratelli d’Italia al 4% (+0,3% ). Ancora fuori dai giochi l’enigmatica lista Tsipras, ferma al palo del 3,8%.

Una sola certezza in vista delle prossime europee: vinceranno a mani basse gli anti-europeisti. E poi sarà il kaos. Per la gioia degli operatori dell’informazione, detto in tutta onestà.

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