Renzi e il piano che non c’è. Per la prima volta il Cdm approva solo una relazione

matteo renzi e il piano che non cè

Come provare a scaldarsi con i fuochi d’artificio. Un commento tecnico, serio e argomentato, come scrive Dagospia, sugli annunci del presidente del Consiglio è praticamente impossibile.

 

Cifre sparate a caso e appiccicate allo slogan del momento, nessun decreto legge, nessun provvedimento legislativo. Per la prima volta nella storia della Repubblica il Consiglio dei ministri ha approvato una “relazione”, cioè aria fritta che rischia di dissolversi al vento della concretezza dei numeri. E i numeri li ha dati il ministro Padoan qualche giorno fa: revisione al ribasso del Pil dall’1% allo 0,6% con la conseguenza di una manovra da 20 miliardi entro l’estate per non veder fallire Roma, Napoli, Palermo, Campania, Calabria, Lazio e Molise.

E la promessa di pagare i debiti della Pubblica Amministrazione entro 15 giorni? Tutta da ridere, come aveva anticipato Dagospia: nessun soldo ai creditori e solo un disegno di legge.

Mentre Renzie gioca a fare il presidente del Consiglio e tenta di vendere le auto blu su eBay (sono quasi tutte in affitto e non lo può fare), la Cina ha fatto capire al mondo che e’ pronta a svalutare la sua valuta e l’euro si prepara a sfondare quota 1,40 contro il dollaro.

Renzi non lo sa, ma le ottimistiche previsioni del Tesoro prevedono un cambio dell’euro vicino a 1,34 e una moneta cinese in lenta e costante rivalutazione. Questo significa che il contributo al Pil delle esportazioni diminuirà e si porterà giù i conti dello Stato per lo meno di altri 30 miliardi. Questo se, e sempre se, le previsioni di rientro di capitali dalla Svizzera, la spending review e altre Saccomannate reggeranno alla prova dei fatti. Altrimenti si aprirà un’altra voragine da circa 10 miliardi. E siamo già a meno 40 miliardi!

Renzie pensa poi di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie. Ma presto la lobby bancaria si scatenerà per non includere i certificati di deposito e le obbligazioni bancarie nel computo e i fondi pensione chiederanno di essere esentati. Reggerà il premier alle pressioni di Abramo Bazoli, Nego Nagel, Mario Greco e soci?

Vedremo, ma questo sarà solo un dettaglio in un piano economico che riesce a compiere il miracolo di non esistere e contemporaneamente di fare acqua da tutte le parti.

Il colpo che non t’aspetti neppure da un ex campioncino della Ruota della Fortuna.

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