Regione Campania nel caos, indagati 53 consiglieri (su 60)

consiglio campania tutti indagati

Dopo l’inchiesta delle Fiamme Gialle sono scattati i provvedimenti della Procura di Napoli che vede indagata la quasi totalità dei componenti dell’assemblea regionale campana: un record, persino migliore rispetto a quanto accaduto nella Lombardia di Formigoni.

 

Erano circa le 9 del mattina quando gli uomini guidati dal Colonnello Nicola Altiero sono piombati nella sede del centro direzionale dove si sarebbe tenuta nel pomeriggio una seduta del consiglio. Erano li per consegnare i mandati di comparizione firmati dalla Procura di Napoli nelle persone di Francesco Greco, procuratore aggiunto e del Pm Giancarlo Novelli.

Vogliono vederci chiaro nelle spese e nella gestione del denaro che sono destinati al “funzionamento dei gruppi”, mettendo sotto la lente d’ingrandimento il biennio 2010-2011 che ha visto piovere sui partiti circa un milione e mezzo di euro. Inchiesta che sembra in qualche modo ricalcare quelle che sono già avvenute in altre regioni visto che dai controlli effettuati sembra proprio che quel denaro non sia stato utilizzato per le finalità cui era destinato.

Ora tocca agli inquirenti stabilire le varie posizioni e dov’è possibile evidenziare gli illeciti e stralciare quelle irrilevanti. Sono 57 il numero degli indagati finiti in questa inchiesta, 53 dei quali sono appartenenti al consiglio regionale campano. Consiglieri regionali che come ci ricorda La Stampa non si sono fatti mancare nulla. L’esame delle ricevute sequestrate presso i capigruppo ha portato alla scoperta di spese che, ad una prima lettura, non sembrano collegate all’attività politica e istituzionale.

Ci sono, ad esempio, undicimila euro per bar e pasticceria, poi piccole somme per sigarette, bottiglie di vino e giocattoli e perfino 190 euro per ripianare un furto dalla cassa contanti di un gruppo consiliare. L’elenco contempla anche sovvenzioni per feste di partito e per l’allestimento di siti web, così come l’acquisto Cd e Dvd, giornali, prodotti per l’igiene della persona, occhiali da vista, farmaci, e la ricevuta di pagamento per una tintura di capelli.

La palma del più “furbo” spetta senza dubbio al capogruppo del nuovo Psi –gruppo federato Caldoro Presidente, Gennaro Salvatore, che nel periodo in questione ha ricevuto ben 93 mila euro. Il Presidente della giunta regionale , Stefano Caldoro, è uno dei pochi a non aver ritirato alcuna somma.

Se dobbiamo fare un bilancio dei partiti che avrebbero ritirato indebitamente i rimborsi elettorali troviamo al primo posto l’Idv con il 95%, il nuovo Psi al 91%, Pdl all’89%, Pd all’82% e l’Udc al 65%. Praticamente, come vediamo dalla percentuali, tutti o quasi i soldi destinati ai rimborsi elettorali vengono utilizzati per fini personali.

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