Regionali Puglia 2015, la minaccia: “Questa volta a Berlusconi gli facciamo male”

Regionali Puglia 2015, Berlusconi rischia il crollo totale

Regionali Puglia 2015, Berlusconi rischia il crollo totale

Regionali Puglia 2015, arrivano minacce politiche, nemmeno tanto velate, nei confronti di Berlusconi: “Questa volta gli facciamo male”, dicono voci ben informate del Transatlantico, secondo la ricostruzione di Alessandro De Angelis sull’Huffpost.

 

Ignazio Abrignani, verdiniano di ferro, morde uno spicchio di arancia alla bouvette. Parlando con un collega, dice: “Il gruppo parlamentare di Verdini? Lo potremmo chiamare ‘l’ultima spiaggia’, anzi in inglese the last beach”.

Pochi metri più in là i parlamentari pugliesi, sempre in gruppo: “Sulla Puglia Berlusconi ci sta prendendo per il c..o, ora esce con una nota Schittulli e manda al diavolo Vitali, l’offerta è un bluff. A questo giro a Berlusconi gli facciamo male, Forza Italia non entrerà nemmeno in consiglio regionale”.

Montecitorio pare un set, dove si proietta il film Big Bang Forza Italia. L’esplosione è in atto, anche se il botto, quello fragoroso si sentirà dopo le regionali. Silvio Berlusconi, ancora a Villa Certosa a godersi il tepore dell’inizio della primavera, non controlla davvero più nulla. Quelli attorno proiettano il classico film d’essai che racconta di un ex premier che si sta rimettendo in forma, dieta con molti liquidi ed esercizio fisico, perché si è reso conto che, alle regionali, dovrà impegnarsi un po’, compatibilmente con la resistenza fisica per evitare, appunto, il big bang.

La prima uscita dovrebbe essere a Napoli, unica regione dove se la gioca un candidato governatore azzurro. E raccontano un ottimismo degno dell’Istituto Luce: “Con Berlusconi in campo possiamo perdere bene, 4 a 3, perché il Veneto è sicuro, la Campania è aperta e in Liguria i bersaniani giocano a far perdere la Paita per sferrare un colpo a Renzi”.

In verità, nessuno ci crede. Ecco che Verdini da giorni ha preso il pallottoliere per contare le sue truppe: “Al suo segnale, dopo le regionali, scateniamo l’inferno”. Da mesi una quindicina dei suoi al Senato si muove come se fosse al governo, tra voti di fiducia e assenze “tattiche” per evitare che Renzi vada sotto, l’ultima oggi con dieci assenti. Ora però Denis è al lavoro per creare un gruppo con “dei nuovi senatori”: oltre a quelli che danno al governo il sostegno occulto è all’opera per un gruppo che dia il sostegno palese.

Una fonte a conoscenza delle sue liste racconta: “Di nuovi ne ha sei, compresi la Repetti e Bondi, con cui si sente quotidianamente. Gli altri quattro arriveranno col Big bang di Forza Italia, ma c’è anche qualche grillino interessato”. Pare anche che Verdini avesse suggerito a Bondi di non uscire subito, ma di far coincidere il suo abbandono di Forza Italia con il disastro delle regionali, ma l’ex coordinatore non ha retto più.

Sia come sia i “dieci nuovi” oltre a quelli rastrellati finora servono a ad avere maggiore potere contrattuale con Renzi e Lotti, portando un valore aggiunto rispetto a quello attuale. Un azzurro di rango, che ha sentito l’ex premier in Sardegna, fotografa così la situazione: “Berlusconi ormai considera irrecuperabile il centrodestra, quindi liquida Forza Italia e al prossimo giro porterà una trentina di ragazzi in Parlamento che non rompano le scatole e spingano i bottoni”. Il terreno lo ha preparato con la circolare della Rossi, da lui letta e benedetta, sul limite dei mandati. Nel frattempo è partito il reclutamento della Silviojugend, che già si sta facendo le ossa nei talk show come l’agguerrita Silvia Sardone, protagonista di una durissima polemica con Romani e Gasparri.

In questa inarrestabile marcia verso il big bang, la saga pugliese si arricchisce di un nuovo episodio. Col coordinatore regionale, spedito da Berlusconi a sterminare i fittiani, che dichiara che “tutto il gruppo consiliare uscente sarà ricandidato”. Pare un’apertura a Fitto, in verità è un bluff perché il problema non sono gli uscenti ma gli “entranti”, esponenti della politica e della società civile che Fitto vorrebbe inserire nelle liste e su cui resta un veto.

Ecco che la risposta alla finta apertura arriva da tal Bellomo, uomo del candidato Schittulli: “In questo momento è evidente che Forza Italia si è volontariamente esclusa dalla coalizione che sostiene Schittulli”.

Se corre da sola l’otto per cento è a rischio. E con esso la possibilità di eleggere un solo consigliere regionale. Il big bang, appunto.

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