Regionali 2015 sondaggi Veneto e Puglia: i numeri che preoccupano Renzi

Regionali 2015 sondaggi Veneto Puglia, Luca Zaia e Michele Emiliano sono i favoriti

Regionali 2015 sondaggi Veneto Puglia, Luca Zaia e Michele Emiliano sono i favoriti

Cerchi regionali 2015 sondaggi Veneto e Puglia? Ecco i numeri che preoccupano fortemente Renzi e mettono in dubbio la sua leadership all’interno del Pd.

REGIONALI 2015 SONDAGGI

Le regioni simbolo di questa campagna elettorale sono essenzialmente due: la Puglia del rottamatore del centrodestra Raffaele Fitto, che oramai da diversi mesi fa il picconatore contro Forza Italia e Berlusconi, e il Veneto della Lega spaccata dalle smanie di Flavio Tosi, il sindaco di Verona con smanie da leader dei moderati di centrodestra. Un Fitto in salsa leghista, potremmo definirlo.

Puglia e Veneto sono le regioni simbolo della dissoluzione del centrodestra e di un centrosinistra che non sfonda e non replicherà, questo è sicuro, l’exploit delle Europee 2014. I dissidi interni, le proteste legate a scuola e pensioni, stanno incrinando seriamente il rapporto di fiducia che Renzi aveva creato con il suo elettorato. Vediamo nel dettaglio la situazione di Veneto e Puglia.

REGIONALI 2015 SONDAGGI VENETO

Secondo le rilevazioni effettuate da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, il risultato elettorale non sarebbe in dubbio, nonostante la scissione di Tosi. In questo senso i sondaggi danno per (quasi) scontata la vittoria del Presidente uscente Luca Zaia, che viene dato tra il 42% e il 45%, con un buon margine di sicurezza ma nettamente sotto il clamoroso 61% delle regionali 2010.

Il sindaco di Verona si attesterebbe intorno al 10%: un risultato soddisfacente ma comunque ininfluente ai fini elettorali

E il Pd della pasionaria renziana Alessandra Moretti, capolista alle europee nella circoscrizione del Nord-Est? Per lei i sondaggi parlano di poco più del 30%, che in un contesto simile – con il centrodestra diviso e il suo partito al governo – rappresenterebbe una clamorosa debacle elettorale. In Veneto l’effetti Renzi funziona, sì, ma al contrario.

Per quanto riguarda i 5 Stelle, almeno in Veneto non si segnalano grossi colpi di scena: probabilmente riusciranno a portare a casa un ragguardevole 15%, ma parliamo di ipotesi molto ottimistiche secondo i sondaggi realizzati da Pagnoncelli per il Corriere.

REGIONALI 2015 SONDAGGI PUGLIA

In Puglia il Partito Democratico, che ha candidato l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano, ha la vittoria in pugno da tempo. Praticamente da quando Raffaele Fitto, padrone del centrodestra pugliese, ha deciso di rompere con i vertici di Forza Italia e presentare una sua candidatura, rappresentata da Francesco Schittulli, contro quella “ufficiale” di Adriana Poli Bortone, sostenuta da Berlusconi e Salvini.

Ma a dir la verità nemmeno un centrodestra unito potrebbe scalfire la vittoria di Emiliano, accreditato dai sondaggi intorno al 50%, voto più voto meno: l’ex magistrato dalla personalità dirompente deve però fare i conti con chi lo accusa di aver candidato una serie di “impresentabili”. Tra indagati, post fascisti e trasformisti ci sarebbe di tutto nelle sue liste. “I miei sono tutti presentabili, chiudete la bocca”, ha replicato Emiliano. Al Pd piace vincere con lo stesso stile con cui trionfava Berlusconi. Amen.

Le polemiche non intaccano il vantaggio elettorale di Emiliano e non mettono il vento in poppa al centrodestra: la Poli Bortone sarebbe stimata intorno al 30% mentre il candidato di Fitto viene indicato sotto al 10% e addirittura dietro il rappresentante del Movimento 5 Stelle.

Schittulli e Poli Bortone, insieme raggiungerebbero appena il 37%, circa 14 punti percentuali di meno rispetto alle regionali del 2010, quando i due candidati del centrodestra raggiunsero, messi insieme, il 51% (Rocco Palese 42%, Poli Bortone 9%).

REGIONALI 2015 SONDAGGI, LE CONCLUSIONI

L’Italia che cambia verso è in realtà sempre la stessa. Ad aver cambiato verso, o meglio, partito e bandiera, sono quei trasformisti della politica, i maneggioni che restano sempre a galla, quella crosta che puzza di corruzione e mafia che non può mai perdere e si schiera sempre dalla parte del vincente.

Il centrodestra è a pezzi ma resiste e tiene botta. Il Pd dovrebbe sfondare ovunque e invece rischia di perdere in almeno due regioni su sette (Veneto e Liguria) il che avrebbe dell’incredibile vista la pochezza degli avversari. Ma questo centrosinistra, guidato da Renzi & Friends, ha dilapidato quasi tutto il credito accumulato nei mesi antecedenti le Europee 2014 ed ora si ritrova ad affrontare la crisi della scuola, quella delle pensioni e quella del lavoro proprio a ridosso dell’apertura dei seggi (ricordiamo che si vota il 31 maggio). È facile prendere oltre il 40% con la mancetta degli 80 euro ma è di sicuro una strategia di respiro cortissimo.

Ma questo è quel che passa il convento e toccherà accontentarsi, chissà per quanto tempo ancora.

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