Re Giorgio, patto di ferro con Renzi. Che intanto ha strizzato l’occhio al “nemico” D’Alema

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Scoop di Dagospia, che anticipa quanto si sono detti Renzi e Napolitano. C’è una voce che gira tra i divani di Montecitorio e che se confermata potrebbe dare una accelerazione supersonica alla leadership del sindaco di Firenze alla guida del Pd, isolando ancora di più il già debole Letta-nipote.

 


Il neosegretario avrebbe fatto un patto di ferro con l’acerrimo nemico Massimo D’Alema, che nell’ombra ha guidato la sparuta ma battagliera opposizione a Renzi con le bandiere di Cuperlo. 

I due non si sarebbero visti ma l’intesa sarebbe stata benedetta niente poco di meno che dal Capo dello stato che ha ricevuto al Quirinale prima D’Alema, il 9 gennaio, e poi Renzi il 13. 

Nel colloquio con Napolitano, il segretario Pd non avrebbe parlato solo di riforme elettorali e di governo, ma avrebbe dato il suo assenso a proporre D’Alema come commissario europeo e vicepresidente della Commissione. In pratica il posto oggi occupato dal forzista Tajani. 

L’operazione scatterebbe dopo le elezioni europee del 25 maggio, alle quali D’Alema non si presenterebbe. Il patto del Quirinale, ancora segretissimo, prevede anche la sostituzione di Anna Maria Tarantola con Walter Veltroni alla presidenza Rai. I riflessi di questo accordo di vedranno già oggi nella Direzione Pd, nella quale i lettiani potrebbero rimanere isolati.

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