Prestiti a vantaggio degli “amici”. Banca Carige finisce nei guai

banca carige indagata

Comuni cittadini che devono sudare le proverbiali sette camicie per ottenere un mutuo. Contro prestiti a pioggia a vantaggio degli amici degli amici. Magari per coprire flussi di denaro sporco. Il dossier di Bankitalia sull’istituto di credito Carige è arrivato alla Procura di Genova. Alla quale potrebbe toccare aprire un’inchiesta in merito. Su una banca che probabilmente affama i poveri per regalare ai ricchi.

 

Riciclaggio di denaro sporco, soldi prestati agli amici degli amici e prestiti negati ai comuni cittadini. Questo e tanto altro nell’inchiesta aperta nei confronti della Banca Carige, la fondazione guidata da Flavio Repetto, dopo venticinque anni di vertice di Giovanni Berneschi.

Nelle scorse ore, come riporta il quotidiano La Stampa, gli ispettori di Bankitalia hanno chiuso una relazione durissima. Scoperchiando un andazzo che durava da lunghi anni. In seguito hanno consegnato al procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, i risultati di un lavoro concluso il 26 luglio scorso.

Due sono le relazioni presentate agli ispettori. La prima riguarda l’istruttoria e la concessione di mutui e prestiti e l’intervento economico nel sociale. La seconda invece le manovre economico finanziarie. Ed è qui che si sono scatenati dubbi e sospetti che ora verranno chiariti dagli inquirenti liguri.

Per farlo dovranno arricchire le carte di Bankitalia con alcune relazioni di Consob. Che è intervenuta su alcune operazioni di short selling effettuate dalla banca. Nelle carte dell’inchiesta anche alcuni rilievi amministrativi in merito alla vendita di Sgr del gruppo Asset Management.  E in più c’è il rapporto tra “controllori- controllati” che non avrebbero portato ai dovuti provvedimenti.

Evidenziando questi aspetti alla procura di Genova hanno fatto riferimento anche alle segnalazioni di Banque de France sulla filiale di Nizza di Banca Carige. Era il 2010 quando la banca centrale francese aveva segnalato il mancato adeguamento della filiale alle norme contro il riciclaggio di denaro sporco.

Si tratta di rilievi già effettuati nel 2002 e nel 2005 che si sono conclusi con due multe da 150mila euro. Nel 2005 Banque de France si era occupata di un’operazione da 583 mila euro versati su un conto di Carige Nizza a fronte di vendita di immobili in Italia per 186mila euro.

Un’operazione che, secondo Banque de France “giustifica il sospetto che le somme potrebbero provenire da attività illecite”, così come il deposito di oltre 210 mila euro a fronte della vendita di opere d’arte da parte di una donna senza reddito.

Le accuse mosse da Bankitalia riguardano anche i rischi di rientro da prestiti e mutui. Scarsamente e opportunamente valutati. Inchiesta anche sulla distribuzione dei poteri ai vertici della banca. E la difficoltà del Cda nel rendere sostanziali le critiche alla gestione dell’ex presidente Berneschi.

Carige ha 6mila dipendente di cui la metà soltanto in Liguria. E con essi due milioni di clienti. Tutti a Genova hanno un conto, o lavorano o hanno parenti che lavorano in banca. Si tratta di milioni e milioni di euro i soldi erogati agli amici degli amici.

E i comuni cittadini? Secondo le carte di Bankitalia trasmesse alla Procura devono sudare sette camice e, in più della metà dei casi, si vedono negare anche un piccolo mutuo.

Su questo il sindaco Marco Doria ha commentato: “Le osservazioni e i rilievi della Banca d’Italia richiedono che al più presto un nuovo consiglio assuma la piena responsabilità nella gestione di una banca le cui fondamenta sono sane e che ha grandi potenzialità”.

Riusciremo a non assistere a uno scandalo tipo Monte dei Paschi di Siena? Solo il tempo e le risultanze investigative lo potranno dire.

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