Berlusconi contestato? Da uno a tre anni di galera: il progetto di legge presentato dal Pdl

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La proposta alla Camera è stata presentata qualche giorno fa dall’onorevole Ignazio Abrignani del Pdl. Chi turba una riunione pubblica o privata di natura politica può rischiare fino a tre anni di carcere. Una cosa inaudita in un sistema che vuole chiamarsi democratico.

 

Berlusconi contestato a Brescia. Una cosa inaudita per l’ex premier che riesce ad accettare per sé soltanto elogi e manifestazioni contro i giudici che fanno il loro lavoro.

Ci ha pensato l’onorevole Pdl Ignazio Abrignani a fare l’ennesima legge in favore del Cavaliere. Si tratta di un articolo di legge che prevede l’introduzione nel codice penale dell’articolo 294 bis. Si tratta di un testo che prevede: “Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione politica, sia pubblica che privata, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 1.000 a 2.500 euro. Se la riunione è di propaganda elettorale la multa è raddoppiata“.

Prevista anche un’aggravante, con la “reclusione da due a cinque anni” se il contestare è un pubblico ufficiale.

In pochi sono rimasti sorpresi, tutti si aspettavano che prima o poi qualcosa del genere sarebbe successa. Lo studio del disegno di legge è nato dopo che le manifestazioni del Pdl a Brescia (del 12 maggio scorso)  avevano portato a momenti di tensione seri. Fu allora che il Pdl “annunciò di manifestanti presi a calci” e il Cavaliere fu costretto ad annullare tutte le partecipazioni ai comizi.

Un testo di legge che però la dice tutta sulla democrazia vigente in Italia. Dove si può presentare un progetto che porti alla negazione del diritto al dissenso. Questa non è soltanto una legge ad personam, come tante già presentate dal Pdl, ma una contro la libertà di espressione. Degna di un regime a tutti gli effetti. 

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