Piano carceri. La Cancellieri (come se nulla fosse) ha la soluzione: “Ci pensino anche le regioni”

cancellieri presenta il piano carceri nonostante intercettazioni

Nonostante impazzino le richieste di dimissioni per il ministro Anna Maria Cancellieri dopo lo scandalo Ligresti, l’attuale guardasigilli del Governo Letta non solo non si dimette ma è anche volata alla volta di Strasburgo per parlare della situazione delle carceri italiane. Come se nulla fosse, come se l’Italia che l’accusa e le chiede di tornarsene a casa non esistesse.

 

LA DUE GIORNI EUROPEA DEL MINISTRO NEL MIRINO DI STAMPA E OPPOSIZIONI

Questa l’agenda del ministro: Si parte nel pomeriggio di oggi  alle 17:00, presso il Palais de l’Europe, con il Segreteraio Generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland, ex Premier norvegese e Presidente del Comitato per il Nobel per la Pace. Al termine, il ministro Cancellieri incontra i funzionari italiani in servizio presso le due Istituzioni di Strasburgo, per ringraziarli del lavoro da essi svolto sui temi legati alla protezione dei diritti umani.

Nella giornata di domani alle 9.45 il colloquio del guardasigilli con con il Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini, al termine del quale segue un punto stampa congiunto.
Alle ore 11:00, infine, presso il Palais des Droits de l’Homme, Annamaria Cancellieriincontra il Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il giudice lussemburghese Dean Spielmann. A lui illustra nel dettaglio le diverse iniziative messe in campo dal Governo italiano per risolvere le questioni attinenti al contenzioso del nostro Paese davanti alla Corte.

NELL’INTERVISTA A IL GIORNO LE ANTICIPAZIONI DI QUELLO CHE AVVERRA’ DOMANI A STRASBURGO

Mentre lo scandalo Ligresti impazzava, era il 31 ottobre quando esce l’intervista de “Il Giorno” al Ministro Cancellieri sulla situazione delle carceri. E su come evitare la condanna della corte di Giustizia Europea che ci chiede, entro il 2014, di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario.

L’obiettivo del Governo Letta è quello di evitare di pagare una multa milionaria. Nella sentenza dell’8 gennaio si parla di una somma salatissima. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ci tiene in particolar modo ad evitare che le pene vengano applicate e che l’Italia passi per un Paese in cui i detenuti vivono male. E per questo, probabilmente, avrebbe chiesto alla ministra di continuare a lavorare nonostante il caso Ligresti. Per arrivare subito a una soluzione. Quella già anticipata nell’intervista riportata anche sul sito ufficiale del Ministero della Giustizia.

Quali sono allora le posizioni di Annamaria Cancellieri? Ha sostenuto che amnistia e indulto potrebbero portare respiro alle carceri italiane ma sono “provvedimenti difficili e lontani”. L’alternativa è quella della collaborazione con le regioni. Ottima quella del governatore della Toscana Enrico Rossi. Ossia trovare pene alternative, domiciliari e braccialetto elettronico in primis, per chi è detenuto per effetto della legge Fini Giovanardi del 2006.

Non solo questo andrà a riferire il ministro Cancellieri. Si tratta anche di riaprire vecchi istituti di pena dismessi soprattutto in Sicilia e Sardegna. Il coinvolgimento delle regioni, ritiene il guardasigilli, è da considerarsi “una risorsa” e, d’altronde “i detenuti sono cittadini di tutti: dello Stato e delle Regioni.” “Un problema della società in cui hanno vissuto” ma, ricorda, “le condizioni dovranno essere valutate dai giudici, caso per caso”. Pronti dunque a firmare con la Toscana, coltivando la speranza che nel 2014 anche altre regioni saranno in grado di avviare il programma.

Sarà utile ma soprattutto giustificherà la mancata richiesta di dimissioni al ministro Cancellieri da parte del Governo Letta? Ai posteri l’ardua sentenza.

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