Per le telefonate di deputati e senatori si buttano dalla finestra 18 milioni di euro a legislatura

casta telefonate

L’inghippo è stato scoperto dai colleghi de “Il Fatto Quotidiano”. Senato e Camera non hanno a disposizione un contratto telefonico aziendale che possa evitare le spese di rimborso al singolo parlamentare. E così si spende la cifra astronomica di 20 milioni di euro a legislatura solo per le telefonate.

 

Un altro spreco denunciato dalla collega Loredana di Cesare de “Il Fatto Quotidiano”. Allo Stato le chiamate illimitate dei parlamentari costano 20 milioni di euro per legislatura. Un vero e proprio capitale che viene sottratto ai più poveri che ci potrebbero vivere per anni.

Il tutto finisce nelle spese a forfait nella busta paga di ciascun eletto. Stipulando semplici contratti aziendali il parlamento risparmierebbe buona parte di questa cifra. Tre sono le spiegazioni più ricorrenti che danno per giustificare tale spesa: le prime quelle generiche, le seconde che coinvolgono anche le linee fisse e le terze riferite anche al proprio staff dal portaborse al portavoce passando per la segreteria.

Ognuno di loro ha un codice personale da cui poter accedere alle chiamate esterne dalle singole camere. Ogni deputato può spendere fino a 260 euro al mese e 3.098,74 all’anno.

Gli inquilini di palazzo Madama la scorporano dalle spese di viaggio e arrivano a 550 euro, chiamato “spese forfettarie generali” che ammonta a 1650 euro al mese. A Montecitorio arrivano invece 1100 euro al mese per spostamenti e viaggi. Tutti i senatori spendono circa mezzo migliaio di euro per le telefonate.

E se un privato senatore o deputato  spende una tariffa di 69 euro al mese che comprende telefonate verso mobili e fissi per un contratto simile, per le tariffe aziendali o con partita iva il costo scende a 30. Se invece Senato e Camera stipulassero accordi con un gestore di telefonia con trattamenti aziendali invece di spendere 20 milioni a quinquennio ne spenderebbero 2 con un risparmio del 90%. Lo spreco è quindi quantificato in 18 milioni di euro.

Con i piani tariffari vigenti – dice un deputato a Il Fatto Quotidiano – è conveniente stipulare contratti privati tutto incluso a 50 euro al mese”.

 “Era la prima volta in Parlamento – racconta un altro-  chiesi se ci fossero tariffe agevolate per deputati. Mi indirizzarono un centro di telefonia vicino a Montecitorio. Il primo bimestre pagai uno sproposito: circa 1000 euro e interruppi il contratto”.

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