Pdl style, abolire il carcere per finanziamento illecito ai partiti

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Proposta shock della destra, che con un colpo di spugna tenta di depenalizzare il reato cercando così di mettere fine ai capi d’imputazione che hanno contraddistinto mani pulite.

 

“Così finiscono le indagini sulle corruzioni”. É con queste parole che i magistrati accolgono questa nuova assurda proposta fatta da alcuni parlamentari del Pdl. Abolire il carcere per punire il finanziamento illecito ai partiti lasciando solo una sanzione amministrativa pecuniaria. Questa la folle moratoria presentata a firma di Maurizio Bianconi, vice segretario amministrativo del Pdl, che gestisce con Rocco Crimi,  fedelissimo di Berlusconi, la cassa dei soldi del partito, Anna Grazia Calabria, responsabile giovanile del Pdl, Elena Centemero, responsabile scuola, La deputata Laura Ravetto e l’ex ministro dell’Agricoltura Romano.

É semplicemente incredibile il solo averlo pensato una proposta del genere. Basti pensare che questo reato è stato il cardine su cui si è basato il processo Enimont, è stato il capo d’imputazione mosso contro Craxi, Forlani, Citaristi e Greganti, ma non solo. Il finanziamento illecito ai partiti è una delle chiavi per la corruzione nel mondo dei colletti bianchi, senza di esso crollerebbe inesorabilmente tutto l’impianto accusatorio.

Il Pdl sembra averlo capito, cercando di assestare la spallata definitiva alla giustizia, mentre il Pd osserva in silenzio quanto sta succedendo. Silenzio derivante anche dal fatto che, qualora la norma dovesse passare, salverebbe molti personaggi illustri tra i quali anche il piddino Penati, accusato con altre 12 persone proprio per questo tipo di reato. Penati, c’è da dire che non è nuovo a questo tipo di “salvataggi”, visto che già in passato l’ex Ministro della Giustizia Paola Severino gli aveva fatto cadere in prescrizione uno dei capitoli delle imputazioni del processo per il sistema Sesto, spacchettando in due il reato di concussione facendo così recedere la pena da corruzione ad induzione. Per cui il Pd non sa da che parte stare nonostante Letta ha da poco voluto la legge per abolire il finanziamento pubblico.

Mentre il Pdl dal suo canto ha molto e molti da salvare. L’ultimo indagato per finanziamento illecito è Claudio Scajola ma anche Marco Milanese, ex braccio destro di Giulio Tremonti, condannato a 8 mesi per l’identico reato. Quindi sarebbe una legge libera tutti, ma la cosa più preoccupante è che in questo modo stanno tentando di ammazzare definitivamente uno dei processi più importanti della nostra storia recente, Mani Pulite. L’impalcatura del processo fu costruita su tre reati: falso in bilancio, concussione e finanziamento illecito. Il primo è stato storpiato nel 2001 per salvare Berlusconi, il secondo è finito vittima della legge anti corruzione e adesso si prova ad abbattere l’ultimo ostacolo che possa ancora farci parlare di lotta alla corruzione.

Ma cosa succederebbe qualora venisse approvato questo emendamento?

Come si può leggere su Repubblica.it : “Bisogna leggere il terzo comma dell’articolo 7 della legge 195. Essa impone che “chiunque corrisponde o riceve contributi senza che sia intervenuta la deliberazione dell’organo societario o senza che il contributo o il finanziamento siano stati regolarmente iscritti nel bilancio della società stessa, è punito, per ciò solo, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa fino al triplo delle somme versate”.

Carcere più multa dunque. Doppia pena per chi viola una fondamentale regola di trasparenza, cioè dà i soldi di una società senza che di ciò resti traccia, con l’ovvia conseguenza che se la società ottiene poi dei vantaggi dal politico non si può stabilire la relazione. Casta salva casta, siamo alle solite.

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