Pdl, è crisi di nervi: senza il Cav esploderà. E la guerra si combatte anche a colpi di tweet

berlusconi-crisi di nervi

Sul famoso social network scambio di colpi bassi tra due “falchi” come la Santanchè e Gasparri: oramai è crisi di nervi tra i più alti rappresentanti del Pdl. Che senza il loro leader, auto recluso in quel di Arcore, si scannano come mai in passato.

 

Un partito sull’orlo di una crisi di nervi.  È ciò che sembra rimasto del Pdl che ormai sta vivendo i suoi ultimi giorni di gloria e senza il suo leader maximo sta dimostrando tutta la sua fragilità. Le fazioni si spaccano tra chi crede di dover combattere fino alla fine per il Cavaliere lanciano minacce e anatemi a destra e sinistra (intesi anche politicamente) e chi invece cerca di mediare, alla ricerca di soluzioni alternative che possano garantire una stabilità di Governo.

Le due fazioni hanno iniziato ad affilare i coltelli e la tensione all’interno del Partito è sempre più alta, come dimostrano gli scambi di “cortesie” tra Gasparri e Santanchè. Inizia Gasparri twittando “Morire per Berlusconi sì, ma morire per il Twiga no”, facendo un chiaro riferimento al lido balneare frequentato proprio dalla pitonessa che ha duramente replicato “Una cosa è certa: Gasparri non morirà mai di troppo lavoro”.

Messaggi fin troppo chiari di come la bomba stia ormai per scoppiare e qualora il parlamento decidesse di non “salvare” B. allora ci sarà un vero e proprio terremoto politico con i vari interpreti che si scontreranno duramente. Tra l’altro la stessa Santanchè già 24 ore prima della risposta data a Gasparri, aveva lanciato un chiaro monito a coloro che sperano ancora nella mediazione e nella risoluzione pacifica “Prendere ordini da Napolitano invece va bene”, ovviamente con tono ironico.

Ovviamente il battibecco tra i due seguaci di Berlusconi si è protratto e Gasparri ha risposto altrettanto duramente “Difatti sono resistente, lavoro da militante più di tanti altri e non ne morirò. Sono allenato alle battaglie dure”. Ma al di là della questione personale , dietro il battibecco c’è appunto una filosofia politica diversa con la pitonessa che cerca di parlare al cuore del popolo berlusconiano mentre Gasparri opta per una soluzione più “democratica”.

Filosofia che , a quanto pare, divide il partito stesso. Anche se dobbiamo dire che c’è anche una terza corrente, come dimostra Lara Comi, la quale cerca di contrapporsi a questo dualismo serrato “Sono nata in Forza Italia, ritornare lì per me è solo un piacere nonché un onore. Le divisioni all’interno del Pdl, quando si parla di falchi, di colombe e di tutta la fauna possibile e immaginabile può andar bene ma fanno sorridere perché tutti abbiamo un obiettivo che, ribadisco, è quello di difendere e proteggere il presidente, ma come lo farebbe qualsiasi esponente politico che abbia a cuore e che deve a Berlusconi la presenza in politica».

«Perché è vero che ognuno offre il proprio contributo alla causa ma è grazie al presidente – rileva ancora – che ha fondato Forza Italia che poi ha creato il Pdl che oggi abbiamo ministri, onorevoli, deputati e via dicendo. Comunque vada, sono tutti pronti a separarsi con o senza bagno di sangue.

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