Pd style, spunta il ddl “salva Silvio”: si applichi la legge più favorevole all’imputato

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Nel processo Ruby i giudici di primo grado hanno quantificato la pena in 7 anni di reclusione applicando la normativa della concussione per costrizione. Se il progetto di legge del Pd passasse cadrebbe la fattispecie e si procederebbe alla determinazione di pena con la vecchia formula dell’induzione. Il Pd legifera e il Pdl ringrazia: le larghe intese funzionano alla perfezione.

 

Se il disegno di legge fosse stato presentato dai senatori del Pdl si sarebbe gridato allo scandalo. Si sarebbe parlato di norma ad personam. In questo caso però a elaborare il testo che potrebbe ancora una volta salvare Silvio Berlusconi dall’effetto delle sue condanne ci hanno pensato i senatori piddini capeggiati di Felice Casson.

Insieme ai colleghi Filippi, Sollo, Manconi, Cucca, Dirindin, Scalia, Spilabotte, Pagliari e Di Giorgi ha presentato un disegno di legge di delega al Governo per la modifica della parte generale del codice penale.

PROCESSO RUBY A RISCHIO – All’articolo 6 al comma C del disegno di legge esiste una normativa chiara: se sono diverse la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le leggi successive, si applichi quella che, valutata complessivamente e in concreto, risulti più favorevole per l’agente, salvo che sia intervenuta sentenza irrevocabile. In tale ultimo caso, prevedere che, se la legge successiva prevede una pena di durata minore o di specie meno afflittiva, la pena sia corrispondentemente rideterminata.

Un testo che lascia poco spazio all’interpretazione dei giudici: bisogna utilizzare le leggi che siano più favorevoli all’imputato. Se applicata questa norma al processo Ruby potrebbe far cadere la condanna per concussione per costrizione decisa dalla terna di giudici presieduta da Giulia Turri.

Andiamo a vedere tutto questo perché avviene: il reato per il quale è stato condannato Silvio Berlusconi in primo grado sarebbe stato commesso nel 2010 quando il Cavaliere avrebbe telefonato alla Questura di Milano per far rilasciare Ruby sostenendo che fosse la nipote del leader egiziano Mubarak.

Quindi la legge del tempo in cui fu commesso il reato e quella vigente, usata dai giudici per emettere una sentenza di condanna a 7 anni (uno in più di quelli richiesti dal sostituto procuratore Ilda Boccassini) sono evidentemente diverse. Nel 2010 infatti, l’articolo 317 del Codice penale riguardo al reato di concussione prevedeva che: “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni.” 

Successivamente è intervenuta la legge del 6 novembre 2012 secondo la quale il reato di concussione veniva così qualificato: “Il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da sei a dodici anni.”

Solo grazie a questa normativa in continuazione con il reato di prostituzione minorile è stata possibile la condanna di Berlusconi a sette anni di reclusione. Ora se il disegno di legge del Pd dovesse passare e il processo dovesse concludersi con una condanna definitiva per concussione e prostituzione minorile la quantificazione della pena potrebbe anche scendere a 5 anni. Perché la nuova normativa prevede che comunque in presenza di due norme contraddittorie tra loro va sempre applicata la più favorevole all’agente che altri non è che l’imputato. In questo caso quindi a Berlusconi andrebbe applicata la vecchia norma sulla costituzione, quella in vigore quando lui avrebbe commesso il reato per il quale è già stato condannato in primo grado.

LA RIDETERMINAZIONE DELLA PENA – La pena prevista nell’ambito del processo Ruby nei confronti di Silvio Berlusconi  potrebbe non essere ridotta nel caso in cui la condanna definitiva arrivasse prima dell’approvazione del testo di legge. Le possibilità, visto che i tempi della giustizia a volte sono più lunghi di quelli dell’approvazione delle leggi, sono ridotti al lumicino.

In caso contrario però la condanna potrebbe ridursi prima del termine del processo in Cassazione. Cosa accadrebbe però nel caso teorico il Pdl ritenesse giusto presentare disegni di legge per depenalizzare la concussione? In quel caso la legge prevede che se sopraggiunge una norma che prevede una quantificazione minore della pena, la condanna stessa non verrebbe rivista ma la Cassazione potrebbe rinviare ad altro giudice per una sua rideterminazione anche in caso di condanna passata in giudicato.

E nel frattempo i berluscones avrebbero davvero tutto il tempo di presentare una legge ad personam “salva Cavaliere”. Se lo faranno sarà ancora tutto da stabilire. Il fatto però è questo: le larghe intese viaggiano a gonfie vele. Soprattutto se si tratta di difendere gli interessi di Silvio Berlusconi. 

 

LA REPLICA DELL’ON. FELICE CASSON, PRIMO FIRMATARIO DEL DDL

 

Bisogna sapere di cosa si parla e si scrive! La norma sulla successione delle leggi penali nel tempo è già così, fin dal codice penale del 1930. Vedere articolo 2 comma 4: “se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile”. Inoltre, segnalo che, all’epoca della riforma “Severino-Moniti”, sulla modifica delle norme concernenti la concussione avevo presentato un emendamento soppressivo, proprio per annullare sul punto la riforma Severino e per non abbassare le pene previste per il delitto di concussione. Informarsi prima di accusare!

 

LA CONTRO REPLICA DEL DIRETTORE DI INFILTRATO.IT

 

Gent.mo On. Casson,

 

La ringraziamo perché segue il nostro giornale e partecipa alla discussione ma è evidente che ci tocca rispedire al mittente il Suo commento. Il motivo è presto detto.

 

Due sono le cose: o Lei ha presentato un disegno di legge inutile, visto che ricalca una norma già presente dal 1930, e quindi forse è il caso che sia Lei ad informarsi prima di firmare un ddl; oppure c’è un motivo inconfessabile per cui – proprio ora, in questo preciso momento storico-politico-giudiziario – si sente il bisogno di ribadire un concetto giuridico del 1930. Quale delle due?

 

Per non parlare, poi, di quanti nel Suo partito (Fiano, Speranza, Boccia etc etc etc)si affrettano a ribadire che Berlusconi va tutelato. Ma questo è un altro discorso. Forse.

 

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