Pd style: alle elezioni della Basilicata candidato l’indagato Pittella

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Domenica  17 e lunedì 18 novembre si vota per il rinnovo del consiglio regionale della Basilicata. Un’elezione che arriva in una tornata anomala semplicemente perché il presidente della Regione Vito De Filippo, dopo essere stato indagato nell’inchiesta della procura di Potenza “Larghe spese” ha deciso di seguire l’esempio di Renata Polverini e di dimettersi dal suo incarico. La sorpresa è quella che il candidato Pd Marcello Pittella è indagato anch’egli nell’inchiesta. E Grillo elimina il candidato condannato.

 

QUI CENTROSINISTRA: QUANDO IL  CANDIDATO PRESIDENTE E’ INDAGATO

Quello che in pochi stanno mettendo in risalto è che il nuovo che avanza difficilmente potrà gettare l’ombra del sospetto sull’amministrazione lucana. Nel Pd al posto di De Filippo, che successe a Bubbico, arriva la candidatura di Marcello Pittella.

Pittella prima di ottenere la candidatura si è regolarmente presentato alle primarie di coalizione. Ma il presidente uscente non lo ha appoggiato. Voleva infatti che il candidato presidente fosse Pietro Lacorazza il quale non è presente nella liste dei 38 indagati dell’inchiesta rimborsopoli della Lucania. I poteri forti, quelli legati al fratello Gianni, hanno permesso però all’ex assessore di vincere lo stesso la competizione e presentarsi alle elezioni regionali come presidente. In Basilicata nelle ultime due elezioni ha vinto sempre il centrosinistra.

L’indagato Marcello Pittella dovrebbe essere ancora una volta favorito. Nonostante sul suo capo pendono anche ricorsi amministrativi sulla regolarità delle liste. A denunciarle è stato un candidato de “La Destra” di Storace. In un primo momento il Tribunale non aveva ammesso la lista ma successivamente alla sua riammissione ci ha pensato direttamente il Tar Basilicata.

Quale è la coalizione che lo sostiene: Pd, Idv, Psi, Centro Democratico e due liste civiche. Fuori dai giochi invece Sel e Comunisti che invece corrono da soli guidati dalla 29enne Maria Muriante. La direzione nazionale del partito democratico, impegnata nel caso del congresso dell’Immacolata, non ha messo un freno a questa situazione. Cosa che invece ha fatto il Movimento Cinque Stelle.

 QUI MOVIMENTO CINQUE STELLE: FUORI L’INDAGATO E HA SCELTO GRILLO DI FAR CORRERE IL SECONDO ELETTO  

Beppe Grillo qui è intervenuto direttamente. Al contrario del Pd ha voluto evitare che il suo candidato presidente fosse il primo tra gli indagati a Cinque Stelle.

Il 4 ottobre scorso sulla sua pagina facebook scriveva così: A causa di irregolarità formali nella presentazione dei documenti della candidatura del primo votato, viene nominato Portavoce Presidente per la Basilicata il secondo: Piernicola Pedicini.

Il candidato è succeduto a Giuseppe Di Bello. Che era stato eletto alle primarie organizzate dal Movimento attraverso una piattaforma on line. Una candidatura, come detto sopra, annullata con un post da Beppe Grillo.

Che in precedenza aveva detto sì ma che evidentemente ci ha ripensato anche per altri motivi. Su tutti uno di natura prettamente giudiziaria. Come riporta infatti un articolo de Il post il tenente era stato condannato in primo grado a due mesi e venti giorni di carcere per rivelazione di segreto d’ufficio su alcuni dati relativi al livello di inquinamento del lago Petrusillo.

Di Bello ha contestato la sentenza spiegando di aver svolto privatamente delle indagini, fuori dagli orari di lavoro, e denunciato il livello di inquinamento come semplice cittadino.  Probabilmente Grillo e Casaleggio non hanno voluto rischiare e hanno deciso in extremis di non candidare Di Bello dando la prova effettiva che gli indagati devono rimanere al di fuori del Movimento.

E in Italia questo è il primo caso in cui Beppe Grillo interviene direttamente in una consultazione on line decidendo di persona chi fosse il candidato da presentare alle elezioni.

IN TUTTO I CANDIDATI SONO NOVE

E il centrodestra? Si presenta alle elezioni con Salvatore Tito Di Maggio, senatore eletto nelle liste di Scelta Civica. Una coalizione anomala quella che lo sostiene: Pdl e non Forza Italia, Udc e lista Laboratorio Basilicata composta da Scelta Civica, Grande Sud e Fratelli d’Italia. Con un minestrone simile si preparano a combattere Pittella. Ma la strada è lunga e faticosa.

Gli altri candidati alla presidenza della regione sono Elisabetta Zamparutti, per la lista dei radicali “La Rosa nel Pugno”, la lista “La Destra Fiamma Tricolore”, guidata da Leonardo Rocco Tauro, la lista “Partito Comunista dei Lavoratori”, guidata da Florenzo Doino, la lista “Matera si muove”, guidata da Doriano Manuello, e la lista “Regionali 2013”, guidata da Franco Grillo.

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