Pd stretto nella morsa Pdl-M5S. Decadenza ultimo atto della legislatura?

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Voto palese o voto segreto? Grillo tira da un lato, Silvio dall’altro e il Pd va nel pallone – Le colombe di Al-fini sgomitano per rientrare all’ovile, ma il tempo ormai è scaduto – Renzi garantisce che il governino durerà a lungo: altro segnale che si va a votare presto…

 

Si sta creando in Senato un clima affatto sereno, di scontri furibondi sulla decadenza di Berlusconi che non promettono nulla di buono nemmeno per il governo.

È come se fosse entrata in azione una tenaglia. Da una parte i Cinque stelle gridano che si sta perdendo tempo: il Cavaliere venga cacciato entro la prossima settimana. Dall’altra il centrodestra strilla ancora di più, lamenta vere o presunte violazioni delle regole. Berlusconi mette nel mirino il premier, ingiunge a Letta di chiarire che la decadenza non si applicherà a lui, basterebbe aggiustare la legge delega sulla giustizia e oplà, il problema sarebbe risolto… «Letta dica sì o no», fa intuire Silvio quale sarebbe la sua reazione se Enrico gli desse una delusione.

Qualcuno insinua: Berlusconi e Grillo sono sotto sotto d’accordo per esasperare lo scontro, in modo da buttar giù il governo sull’onda della decadenza e trascinare l’Italia alle urne come entrambi desiderano. Impossibile verificare se davvero siano corse telefonate tra Arcore e l’ideologo grillino professor Becchi. Corre addirittura voce che, pur di piegare la resistenza di Napolitano alle urne, alcuni «falchi» berlusconiani particolarmente assatanati si preparerebbero a sostenere la campagna grillina per l’«impeachement» del Presidente…

Sta di fatto che, tremebonde di natura, certe «colombe» Pdl ostili alla crisi già sembrano sul punto di ritornare al nido. Idem per alcuni senatori M5S fino a ieri considerati con la valigia in mano. Per quanto Renzi sparga ottimismo sulla tenuta del rivale Letta, la stabilità politica si regge di nuovo sul filo di pochi voti.

Così appare il campo di battaglia, ripreso da su. Cliccando lo zoom, si registra lo scontro più feroce sul voto di decadenza: dovrà essere segreto o palese? Berlusconi spera di essere salvato grazie a quello strano catafalco sotto cui scorrono i senatori per compilare la scheda (Grillo lo definisce «vespasiano»); l’intero fronte delle sinistre invece vuole tutto quanto alla luce del sole. Ieri la Giunta del regolamento non è riuscita a chiarire, perché il centrodestra sta facendo numeri da circo pur di ostacolare la decisione.

Per dirne una: appena iniziati i lavori, è piombato l’ex ministro Nitto Palma sventolando le motivazioni della sentenza milanese, quella che ha inflitto al suo Capo due anni di interdizione dai pubblici uffici. «Fermi tutti, qui si dichiara che la legge Severino sulla decadenza è una sanzione amministrativa. Ma allora non può essere applicata retroattivamente a Berlusconi, lo vieta una legge dell’81…».

Grande agitazione, aspre polemiche in giuridichese. Quindi la Giunta ha ripreso i lavori, poco dopo interrotti perché l’aula nel frattempo ha iniziato a rumoreggiare: con Grillo appostato in tribuna, i Cinque Stelle hanno messo sotto accusa il calendario provvisorio dei lavori appena approvato, in base al quale la decadenza del Cav si voterà solo dopo il 22 novembre (prima ci sono la legge di stabilità ed altre scadenze la cui urgenza, peraltro, è tutta da approfondire).

Non senza imbarazzo, il Pd ha promesso che il calendario verrà riscritto, si dia perlomeno il tempo alla Giunta di chiarire come diavolo si voterà… Veemente la reazione da destra, con il capogruppo Schifani sulle barricate, proprio lui che da quelle parti è tra i più seri e responsabili, in quanto due cazzotti così il suo partito mai li reggerebbe, la cacciata di Berlusconi in tempi rapidi e per giunta a voto palese…

Grasso si è ritrovato di nuovo sotto accusa, quasi fosse a capo di un «plotone d’esecuzione», per il suo tentativo di far riprendere i lavori della Giunta in seduta notturna. Alla fine, tra ritorsioni e minacce, accordo per un coprifuoco fino alle 9 di stamane quando i lavori riprenderanno con la speranza (a sinistra) di concluderli in giornata e il tentativo (da destra) di guadagnare altre 24 ore in attesa del ponte di Ognissanti. Decisiva sarà la montiana Lanzillotta. Chi la conosce assicura che non farà sconti al Cavaliere.

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