Pd, in Sicilia schizza il numero dei tesserati. Trucchi per decidere il Congresso?

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La denuncia è della civatiana Valentina Spata: troppe tessere in più in un mese. Alla sua si è aggiunta anche quella del candidato alla segreteria Pippo Civati che dichiara: sia fatta una verifica. Noi non aderiamo a certi metodi, piuttosto si perde.

 

La denuncia è stata presentata da Pippo Civati candidato alla segreteria nazionale del Pd per l’otto dicembre. In Sicilia ormai si parla solo della questione tessere.

Un mare di tessere – come ha sostenuto l’ex consigliere regionale della Lombardia-  a pacchetti, a nastro, per vincere i congressi. Tessere collettive, prepagate (diciamo così), in alcuni casi a insaputa dell’iscritto stesso”.

Civati, che si presenta come l’uomo senza macchia del partito democratico e lontano da sistemi da democrazia cristiana, chiede ai suoi sostenitori di non piegarsi a queste logiche democratiche.

Piuttosto si perde – ha continuato-  ma si rispettano le regole. E non si lascia spazio all’ambiguità, perché è proprio per colpa dell’ambiguità che abbiamo perso milioni di voti”.

Il metodo secondo Civati è chiaro: le tessere si fanno per convinzione, una ad una personalmente. Chi prende una decisione di questo genere non dirà quale segretario votare. Lo farà con la coscienza pulita, circolo per circolo e non anticipate dai parlamentari o da chissà quale organizzazione parallela.  La denuncia è arrivata direttamente sul palco di Misterbianco.  “Questa volta il Congresso lo vincerà chi non farà pasticci – ha continuato-  chi non voterà per convenienza, chi non rovinerà il congresso a tutti quanti con pratiche antiche e da sempre sbagliate. Se vogliamo bene al Pd, a Catania come in tutto il resto del Paese, si sappia che gli elettori, certe cose, non ce le perdonano più”.

All’accusa di Civati è seguita nelle ultime ore anche quella della sua sostenitrice Valentina Spata.

 Quello che sta accadendo in Sicilia per il tesseramento del Pd – ha sostenuto – nelle varie province è indecoroso, abbiamo saputo che solo a Catania sono state date migliaia di tessere al di fuori dei circoli, l’unica sede dove ci si può iscrivere al partito”.

C’è di più perché la donna ha annunciato il ricorso alla Commissione nazionale di garanzia del partito. Sul piatto della bilancia una serie di episodi sospetti.

A Catania ci è arrivata la segnalazione di una ragazza di 14 anni tesserata a sua insaputa – dichiara– ci risulta anche che ci siano iscritti di un sindacato che distribuiscono gratuitamente tessere, mentre a Trapani a un ragazzo disabile gli è stata negata perché non poteva fisicamente recarsi in sede”.

Quella che i civatiani chiedono è la verifica del numero delle tessere rilasciate in questi ultimi giorni. L’anomalia più grave è quella secondo la quale fino a qualche mese fa in Sicilia c’era un calo della richiesta delle tessere mentre ora si assiste a un boom di richieste. Civati però non ci sta e chiede un confronto non soltanto con i dirigenti siciliani ma anche con Renzi e Cuperlo, gli altri candidati ufficiali alla segreteria del partito. E il segretario del Pd siciliano ha subito bollato con il termine “accuse da provare” le parole di Spata e Civati. 

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