Parlamento “Casa di Vetro”, l’operazione trasparenza premia ancora il M5S. Malissimo Lega e Pdl

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Se ne facciano una ragione i denigratori del 5 Stelle. Quando si parla di trasparenza non ce n’è per nessuno. E, ancora una volta, a dimostrazione di questa tesi ci sono gli inconfutabili numeri dell’Operazione Parlamento Casa di Vetro, a cura di Openpolis, che punta a far conoscere l’operato delle Commissioni di Camera e Senato, le sedi istituzionali dove oramai si decide tutto. I parlamentari del 5 Stelle, ça va sans dire, hanno aderito in massa. Boldrini e Grasso, per dirne due a caso, fanno gli indifferenti. I gruppi di Lega e Pdl, ovviamente, vedono la trasparenza come il fumo negli occhi. E si sono regolati di conseguenza.

 

Ne abbiamo parlato due mesi fa. Si tratta dell’iniziativa Open polis denominata Operazione Trasparenza Zero .  Quella in cui l’associazione culturale chiede una modifica dell’articolo 33 del regolamento del Senato riguardo ai lavori. Nei primi due, come avevamo già detto si parla di diaria mentre il terzo prevede che di ogni seduta di Commissione si redige e si pubblica un riassunto dei lavori. Nei casi di sedute in sede deliberante e redigente ovvero, nei casi di sedute in sede referente e consultiva quando lo proponga il Presidente o un quinto dei componenti della Commissione è altresì redatto e pubblicato un resoconto stenografico. Le Commissioni votano in forma nominale con procedimento elettronico. L’elenco con l’indicazione del voto espresso da ciascun Senatore viene pubblicato nel resoconto della seduta in cui è avvenuta la votazione. Nei casi di cui al comma 2, la pubblicità dei lavori è assicurata anche attraverso la trasmissione e  la ritrasmissione televisiva su canali digitali terrestri e satellitari ovvero su piattaforma telematica, nonché attraverso impianti audiovisivi collocati in separati locali, a disposizione del pubblico e della stampa. E’ in ogni caso esclusa qualsiasi forma di pubblicità delle discussioni e delle deliberazioni  relative agli argomenti di cui al comma 3 dell’articolo 31. Un regolamento che sarebbe stato applicato anche alla Camera

Ora andremo a vedere, a distanza di due mesi quali sono i partiti che hanno aderito in percentuale maggiore sia alla Camera che al Senato. Facendo una dovuta distinzione tra classifica assoluta di adesioni, dove il Pd la fa sempre da padrone, e la percentuale riferita al numero di parlamentari che ogni partito ha sia alla Camera che al Senato.

I NUMERI ALLA CAMERA – Il valore assoluto delle adesioni mette il Pd al primo posto con 99, il Movimento Cinque Stelle al secondo con 90, Scelta Civica al terzo con 17, Sel al quarto con 15. Fanalino di coda Fratelli d’Italia con nessuna adesione e seguita dalla Lega con 3 e il Pdl con 7.

Ormai si sa che questi numeri vanno rapportati alle presenze in aula dei vari gruppi politici. Alla Camera infatti il Pd è rappresentato da 293 deputati, il Movimento Cinque Stelle da 107, Sel da 37, il Pdl da 97 mentre i montiani e la Lega entrambi da venti deputati.

Cosa avviene quindi calcolando la percentuale? Che il primo partito in materia di adesioni è Scelta Civica con l’85% seguito a stretto giro di posta dal Movimento Cinque Stelle con l’84,11%. Una differenza davvero minima. Più staccata Sinistra Ecologia e Libertà con il 40, 54% . Solo quarto il partito democratico con il 33,79%. Fratelli D’Italia mantiene il primato negativo con lo 0% seguito dal  Pdl con il 7,21% e dalla Lega con il 15%.

Male i capigruppo dei partiti che non hanno ancora aderito all’iniziativa tranne Gennaro Migliore di Sel. Tra i pentastellati l’adesione più importante riguarda il parlamentare Alessandro Di Battista. La notizia più negativa riguardante questo ramo del parlamento è riferita a Laura Boldrini. La quale non ha risposto ancora all’appello come possiamo vedere dalla lista nonostante la lettera a lei inviata direttamente dal direttore di Open Polis il sedici maggio scorso.

I NUMERI AL SENATO – Stavolta partiamo dalle brutte notizie. Come avvenuto alla Camera anche il presidente del Senato Piero Grasso non ha aderito ancora all’iniziativa. E anche lui come la sua collega Laura Boldrini ha, per ora, ignorato l’appello del direttore di Open Polis.

Andando ai partiti possiamo vedere in quanti hanno aderito all’iniziativa: 25 senatori del Pd, 23 del Movimento Cinque Stelle, 7 del Pdl, 5 di Scelta Civica, 4 del gruppo misto e 3 della Lega.

Anche qui, come alla Camera dei Deputati, abbiamo calcolato le percentuali in merito alla composizione del Senato partito per partito. Ed ecco che sono arrivati i dati che fotografano al meglio la situazione: al primo posto saldamente al comando il Movimento Cinque Stelle con il 42,59% seguito da Scelta Civica distaccata di sedici punti con il 26,3%.

Il Pd in questo caso è terzo con il 22,93% . Dei partiti non compresi nei gruppi misti la palma nera va al Pdl con il 7,07% seguito dalla Lega con il 17,64%.

Se si vanno a sommare i dati delle due Camere è nettamente il Movimento Cinque Stelle il partito che ha aderito di più seguito da Scelta Civica.

Terzo il Pd. Gli altri, come dicemmo anche due mesi fa, non hanno alcun interesse a mostrare quello che avviene all’interno del Parlamento. 

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